

VITERBO - Doveva essere una “vasca per la raccolta delle acque”, come da Dia (dichiarazione di inizio attività) del 2004. E invece la vasca non sembra utilizzata per il suo scopo originario, l’attività agricola, ma come piscina. Che è certamente più chic. Un abuso che il Comune di Viterbo ha constatato con accertamenti e una relazione tecnica e che adesso ha intimato di sanare attraverso un’ordinanza, pubblicata sull’albo pretorio. La vasca diventata piscina, tra l’altro, si trova in strada Pian del Cerro, tra Bagnaia e Vitorchiano, in una zona “sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico”.
Alla proprietaria viene chiesto dunque di ripristinare la destinazione d’uso del manufatto, secondo il titolo abitativo originario, quello appunto della vasca agricola. Ha novanta giorni di tempo, altrimenti il Comune procederà secondo i termini di legge, compresa anche l’eventualità di un’ammenda che va da duemila a ventimila euro. La responsabile dell’abuso, comunque, può anche presentare ricorso al Tar del Lazio entro sessanta giorni dalla notifica.
L’ordinanza è stata anche inoltrata per conoscenza e per i provvedimenti di competenza alla Procura di Viterbo, al ministero per i Beni culturali, ad altri vari enti e uffici e ai vigili urbai, che insieme altri agenti della forza pubbica sono incaricati dell’esecuzione dell’atto.