ANNO 16 n° 267
Opere Pubbliche: piano da 32 milioni per il 2026
Il polo biblioteche, prolungamento del Poggino, sede Francigena: 24 progetti per rinnovare la cittą
Fabio
10/11/2025 - 07:30
di Fabio Tornatore

di Fabio Tornatore

VITERBO - Grandi opere in arrivo per rinnovare la città di Viterbo e anche per le frazioni: è stato infatti approvato dal Comune il piano triennale delle Opere Pubbliche con l'elenco dei lavori del 2026. 32 milioni di euro, per la maggior parte, 27 milioni, derivanti da fondi vincolati all'utilizzo, quindi finanziamenti europei, ministeriali o regionali.

In misura limitata, dopo tanti anni, gli investimenti per il trasporto su gomma: molta cultura, innovazione, turismo. iniziano finalmente, infatti, i lavori al Polo Bibliotecario, per la sede unica: un progetto da 5 milioni, 2,5 dal 2026 e il resto nel 2027. Poi c'è il prolungamento della strada Poggino, che potrebbe dare un po' di respiro alla trafficatissima Cassia Nord, 3,4 milioni interamente impegnati nel nuovo anno, e la realizzazione di un parcheggio interrato in viale Raniero Capocci per 4,7 mioni: questi due sono gli unici investimenti destinati alle automobili. Ma c'è anche la nuova linea liquami, attesa da molto tempo, il centro di ricerca applicata al Poggino, la nuova sede della società Francigena, la riqualificazione dei campi sportivi, l'efficentamento energetico del Palavolley e di alcune scuole.

Poi ci sono gli investimenti per il turismo, con 3 milioni per trasformare l'ex tribunale a Piazza Fontana Grande in mercato, una struttura in via della Volta Buia per turisti con disabilità, il bar all'interno del Teatro dell'Unione. Dopo tanto tempo entrano, e con importi di tutto rispetto, anche le frazioni: è infatti prevosto un ponte sospeso tra Roccalvecce e S.Angelo da 3 milioni di euro; il recupero di piazza Nazionale a S.Martino, loculi a Grotte di S. Stefano e il nuovo centro Polifunzionale, recupero della frazione S.Angelo.

Insomma le intenzioni del Comune di Viterbo sembrano serie, con le pianificazioni messe a punto e i soldi sul piatto che sembra ci siano, anche grazie al maxi piano di investimenti dell'Unione Europea, con il debito comune, e del Consiglio dei Ministri.






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