

Cinquantasei persone indagate e sei ai domiciliari per un giro d’affari (sporchi) di oltre 12 milioni di euro, con tassi d’interesse fino al 4.552 % annuo. Eppoi i sequestri in dieci province italiane (Pescara, Chieti, L’Aquila, Teramo, Latina, Rieti, Siena, Bologna, Piacenza. E Viterbo): 66 conti correnti bancari, 56 immobili e terreni, diverse autovetture e azioni/quote di 10 società.
Sono numeri da capogiro quelli della vasta operazione con cui i finanzieri del Nucleo speciale di Polizia valutaria hanno stroncato un’associazione a delinquere finalizzata all’usura e all’abusivismo finanziario; ma anche alle truffe ai danni di istituti di credito, al riciclaggio, al falso, fino al favoreggiamento e alla bancarotta fraudolenta.
Le indagini. “Il sodalizio criminale era attivo da circa cinque anni”, ha spiegato il maggiore Marco Cavaliere, che ha seguito passo dopo passo l’evolversi dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Roma.
“I provvedimenti restrittivi ed i sequestri eseguiti oggi – ha aggiunto l’ufficiale delle fiamme gialle - costituiscono il risultato di complesse indagini avviate sin dal 2007 su decine di operazioni bancarie sospette poste in essere dagli indagati su conti correnti propri o intestati a persone e società ‘prestanome’”.
Il sodalizio criminale. I componenti del gruppo erano stabilmente dediti alla concessione di prestiti abusivi ed usurari - per un giro d’affari di oltre 12 milioni di euro e con tassi d’interesse fino al 4.552 % annuo - nei confronti di una moltitudine di soggetti titolari di attività economiche, nonché di liberi professionisti operanti in tutto il Lazio (principalmente a Roma), in Abruzzo e in altre province del centro Italia.
“Con riguardo alle truffe a danno delle banche, che ammontano a oltre 1,5 milioni di euro – ha precisato il maggiore Cavaliere - un ruolo determinante hanno svolto alcuni direttori di filiali romane di istituti di credito nazionali che, aggirando i controlli interni, avallavano le aperture di conto e le conseguenti operazioni finanziarie. In queste attività illecite (affidamenti e mutui con compravendite pilotate, ndr) sono intervenuti anche un commercialista e due periti tecnici sovrastimando gli immobili in vendita, e alterando bilanci, buste paga e documentazione di corredo, consentendo così l’erogazione di finanziamenti altrimenti improponibili”.
L’operazione “Usurama” fa tappa a Viterbo. Nella concitata giornata di ieri, i finanzieri guidati da Cavaliere hanno attraversato anche la provincia. “Nel viterbese abbiamo eseguito due sequestri”, ha concluso Cavaliere. Uno ad Ischia di Castro e, il secondo, a Canepina. “Nel primo caso si tratta di un immobile destinato ad uso commerciale, nel secondo di un piccolo appartamento. Entrambi sono di proprietà di due indagati romani”.
Margot