

VITERBO – Sono tornati in libertà l'immobiliarista Daniele Califano e il funzionario di banca, arrestati con l'accusa di usura aggravata ed estorsione nell'ambito dell'operazione ''Senza tregua''. Il tribunale di Viterbo, ieri, ha accolto la richiesta di revoca degli arresti domiciliari presentata dai rispettivi avvocati (Roberto Massatani per Califano e Massimo Boni per il funzionario). Anche il Pm Ad Fabrizio Tucci ha espresso parere favorevole alla revoca delle custodia cautelare. Ad entrambi il collegio ha imposto il divieto assoluto di avvicinarsi alle loro presunte vittime: tre imprenditori viterbesi, due donne e un uomo.
Califano, il primo ad essere arrestato nel marzo scorso, ha trascorso tre mesi nel carcere di Mammagialla e sei ai domiciliari. Il funzionario, invece, era gli arresti domiciliari da giugno. Il collegio li ha rimessi in libertà in quanto, essendosi svolta il 2 dicembre scorso la prima udienza del processo a loro carico, è venuto meno il pericolo d'inquinamento delle prove.
Le indagini nel loro confronti, condotte dalla Squadra Mobile di Viterbo, guidata dal vicequestore Fabio Zampaglione, erano scaturite dalla denuncia di un'imprenditrice, che asseriva di essersi rivolta al funzionarioi per ottenere un finanziamento dalla banca in cui lavorava. Il banchiere, sempre secondo la donna, l'avrebbe però indirizzata da Califano dal quale avrebbe ottenuto un prestito a interessi usurai. Per l'immobiliarista scattarono le manette, mentre Pasquini venne solo indagato.
Alla denuncia delle donna, però, nei mesi successivi se ne aggiunsero altre due. A presentarle furono un'altra imprenditrice e un commerciante, il quale riferì di essere stato costretto a scappare in Romania per sfuggire alle pretese degli usurai. Fu così che nel giugno successivo nei confronti di Califano e del funzionario di banca fu emesso un provvedimento di custodia cautelare. Nei guai finì anche la moglie dell’immobiliarista, iscritta nel registro degli indagati per concorso in usura aggravata ed estorsione.
Tra l'altro, due delle tre presunte vittime, sostengono che il funzionario bancario e Califano avrebbero tentato di fasi vendere degli immobili di loro proprietà. Gli imputati hanno sempre respinto le accuse.
Il processo a carico dei due riprenderà a febbraio 2014.