ANNO 16 n° 274
Operazione ''Romań'', sgominata banda dedita ai furti
Quattro donne, tutte di etnia rom, sono state arrestate dai carabinieri
08/05/2019 - 07:02

VITERBO – (S.C.) Aveva messo nel mirino le case abitate da anziani nella Tuscia e in diverse province del centro-nord Italia, la banda specializzata nei furti in appartamenti che è stata sgominata dai carabinieri. Le quattro donne di etnia rom finite in manette sono ritenute responsabili di ritenute responsabili di “associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti pluriaggravati, in concorso e indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento”.

Il gruppo criminale si è reso responsabile di almeno 24 episodi, commessi oltre che nel Viterbese anche nelle province di Ancona, Rimini, Teramo, Ascoli Piceno, Rieti, Roma, Pesaro, Fermo, Forlì-Cesena e Firenze. Come detto, il target della banda erano le persone anziane: non solo per la loro vulnerabilità, ma soprattutto per la nota abitudine di conservare denaro in casa. Al termine dell’operazione, la refurtiva sottratta dai carabinieri è stata stimata in un valore complessivo di 80mila euro circa.

Nella lunga lista di furti accertati dai militari compare anche la descrizione delle tre azioni svolte sul territorio della Tuscia. ''Il 12 settembre 2018, a Capranica, furto aggravato in abitazione commesso ai danni di una donna 71enne, ove si impossessavano di numerosi monili in oro ed argento – si legge nel rapporto stilato dall’Arma -. A Viterbo, il 2 ottobre 2018, hanno commesso un furto aggravato in abitazione ai danni di un’anziana donna 92enne, ove si impossessavano della somma di euro 6.000 e vari monili in oro. Il 6 novembre 2018, ancora a Viterbo, furto aggravato in abitazione commesso ai danni di un’anziana donna 96enne, ove, una di loro fingendosi parrucchiera, si impossessavano della somma di euro 6.000’’.

Chiarito infine anche il modus operandi: una o due donne intrattenevano l’anziana vittima presa di mira, spacciandosi, di volta in volta, per incaricate di pubblico servizio, fisioterapiste, medici, estetiste, ovvero interessate alla locazione di appartamenti in zona, mentre gli altri appartenenti al sodalizio penetravano di soppiatto nell’abitazione della vittima depredandola del denaro o dei preziosi. Altre persone fungevano da palo allertando telefonicamente i complici in caso di “interferenze” indesiderate.






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