ANNO 16 n° 273
Operazione Noodles, migliaia di file al vaglio degli investigatori
Il 66enne viterbese arrestato deve rispondere di istigazione alla pedofilia e detenzione di materiale pedopornografico
31/01/2020 - 06:58

VITERBO – Sono centinaia e centinaia i file finiti sotto la lente di ingrandimento degli investigatori coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Udine, Matteo Tripiani.

Strettissimo il riserbo sulla delicatissima inchiesta, ma quel che è certo è che i computer e i supporti informatici sequestrati contenevano una grandissima mole di documenti a sfondo pedopornografico.

Come noto, l’inchiesta ha portato all’arresto di un 66enne viterbese che deve rispondere di istigazione alla pedofilia e detenzione di materiale pedopornografico. Mentre sono sei le persone indagate a vario titolo. Per ora, perché le indagini non sono concluse e potrebbero portare a nuovi sviluppi.

L’indagine era scaturita da una denuncia in cui veniva segnalato un account Facebook, successivamente reso irraggiungibile, in cui era stata pubblicata una fotografia pubblica di tre bambine in costume da bagno. Tale immagine aveva suscitato l’interesse di diversi internauti, alcuni dei quali si sono lasciati andare a commenti molto volgari, morbosi e a sfondo sessuale.

Nell’immediatezza, per non disperdere le tracce informatiche, gli investigatori della Polizia postale avevano chiesto alla società statunitense Facebook il congelamento dei profili ancora attivi e l’acquisizione del traffico telematico dei sette soggetti coinvolti, nei confronti dei quali la Procura di Trieste ha emesso altrettanti decreti la perquisizione personale, locale e informatica.

Le operazioni, eseguite in simultanea e coordinate dal Servizio Polizia postale di Roma, hanno interessato, oltre al Friuli Venezia Giulia e alla provincia viterbese, anche Veneto, Lombardia, Liguria e Campania.

In Friuli Venezia Giulia, in particolare, è stata eseguita una perquisizione nella provincia di Pordenone durante la quale sono stato stati sequestrati un pc, uno smartphone nonché account Facebook e Google riconducibili a probabili adescamenti in danno di minori, al momento al vaglio degli investigatori.






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