

TERNI - Otto dei dieci componenti della banda arrestati per una miriade di furti in Umbria e nella Tuscia restano in carcere. Lo ha deciso ieri il gip di Terni Simona Tordelli, al termine degli interrogatori di garanzia. Gli altri due sono invece stati rimessi in libertà.
La banda, composta da nove albanesi e una donna romena, secondo quanto accertato dalla squadra mobile della questura di Terni, che ha condotto l'Operazione Milot (dal nome della città da cui provenivano quasi tutti gli albanesi arrestati), sarebbero gli autori di numerosi colpi in appartamento messi a segno a Soriano nel Cimino e Vasanello.
Associazione a delinquere, furto in appartamento, ricettazione, spaccio di droga e sfruttamento della prostituzione i reati contestati loro a vario titolo.
Il presunto capo dell'organizzazione, un 34enne albanese, non ha risposto alle domande del magistrato giacché non parla l'italiano, almeno così ha dichiarato. Svena muta anche da parte di altri suoi presunti complici.
Sono tornati in libertà l'unica donna, una romena, che era finita in carcere con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione, per la quale è stato disposto l'obbligo della firma, tre giorni a settimana e un albanese che era accusato di associazione per delinquere, furti e ricettazione, per il quale, ad avviso del gip, non sussistono gravi indizi di colpevolezza, scarcerato senza nessun obbligo.