

VITERBO – E’ stato scarcerato e sottoposto agli arresti domiciliari Emanuele Giovagnoli, 36 anni, originario di Ronciglione, finito in cella il 19 marzo scorso insieme al costruttore romano Francesco Bellavista Caltagirone. Il beneficio dei domiciliari gli è stato concesso dal Tribunale del Riesame di Roma. Il suo arresto era stato disposto dal Gip di Civitavecchia Chiara Gallo, su richiesta del Pm Lorenzo Del Giudice, nell'ambito dell'inchiesta ''Maremosso'', relativa alla costruzione del nuovo porto turistico di Fiumicino.
Giovagnoli, secondo l'accusa, sarebbe stato il ''prestanome'' dell'imprenditore e, in tale veste, avrebbe concorso a realizzare una frode di circa 35 milioni di euro, durante i lavori di costruzione del porto della Concordia a Fiumicino, destinato a diventare uno dei più importanti scali turistici d’Europa, con una capacità ricettiva di circa 1.500 posti barca.
In particolare, Giovagnoli sarebbe stato artefice, insieme a Bellavista Caltagirone, del “sistema di attribuzione fittizia a soggetti terzi di somme di denaro, per un totale di 35 milioni di euro”, almeno 17 dei queli sarebbero stati distratti a favore di due società estere, con sede a Cipro, in tutto riconducibili al costruttore romano, amministratore di fatto del gruppo Acqua marcia. Da qui l’accusa di di “frode in pubbliche forniture, appropriazione indebita e trasferimento fraudolento di denaro a terzi”.