ANNO 16 n° 275
Operazione Lions,
gli indagati dal gip
I legali: 'Hanno risposto a tutte le domande chiarendo le loro posizioni'
14/09/2011 - 04:00

Poco meno di un’ora. Tanto è durato l’interrogatorio di garanzia a carico delle sette persone arrestate nell’ambito della maxi operazione Lions, condotta dai carabinieri agli ordini del colonnello Gianluca dell’Agnello.

Il blitz, scattato all’alba di sabato 10 settembre, tra Bolsena, Gradoli, Vetralla e il nord Italia, aveva portato all’arresto di ben undici persone - sette in carcere e quattro ai domiciliari - accusate a vario titolo di minacce, usura, spaccio, ricettazione di opere d’arte, detenzione illegale di armi e furto.

Ieri mattina, dicevamo, il giudice per le indagini preliminare Franca Marinelli ha ascoltato, nel penitenziario viterbese, i sette destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere (i restanti quattro indagati ai domiciliari saranno sentiti nei prossimi giorni). Si tratta di C.P., 58enne bolsenese accusato di usura, furto e ricettazione, il 45enne S.P., titolare dell’unica agenzia di pompe funebri bolsenese, e il 44enne gradolese M.G., per droga e ricettazione di opere d’arte, tutti difesi dall’avvocato Vincenzo Dionisi. Poi c’è L.M., accusato di spaccio e minacce, assistito da Marco Ricci. Quest’ultimo, in particolare, è accusato in concorso con S.P. di aver fatto recapitare la testa insanguinata di un animale al gestore di un’agenzia funebre concorrente.

 

I restanti indagati, ai domiciliari, sono sono il presunto spacciatore 35enne E.C., M.B. (56enne), accusato di detenzione di arma da fuoco, e la 40enne N.D., ex compagna di Pezzini, a cui viene contestata la ricettazione.

Stando a quanto riferito dai legali i sette indagati non si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, ma hanno risposto a tutte le domande del gip Marinelli, chiarendo – a dire dei legali – le loro posizioni.

“Il mio assistito ha fornito una ricostruzione dettagliata di come si sono svolti i fatti e del suo coinvolgimento in tutta questa faccenda”, ha spiegato l’avvocato Ricci, che non ha nascosto l’intenzione di chiedere “una misura meno restrittiva per il mio cliente”.

Dello stesso parere anche il collega Dionisi, che probabilmente per qualcuno dei suoi assistiti chiederà istanze di scarcerazione o di misure cautelari ai domiciliari. Ma fra qualche giorno.

Gli interrogatori di garanzia dovrebbero terminare il prossimo 19 settembre, giorno in cui la dottoressa Marinelli farà il punto della situazione e vedrà come procedere.

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