ANNO 16 n° 275
Operazione Giro d'Italia:
La discarica del Paese
Cinalli (Sel): “Sconvolgente la prescrizione del più grosso processo in materia di ecomafie della Regione”
13/10/2012 - 04:00

VITERBO – “E’ sconvolgente che il più grosso processo della Regione Lazio in materia di ecomafie sia caduto in prescrizione. Un segnale inquietante che conferma quanto sia urgente inserire gli illeciti ambientali tra i reati penali”.

Non ha dubbi il segretario provinciale del Sel - e anche referente del coordinamento locale di Legambiente - sul fatto che quanto sia accaduto ieri nelle aule del tribunale viterbese fosse prevedibile. “Da circa due anni manifestavamo i nostri timori relativi alla prescrizione e avevamo ragione. L’epilogo di questa mattina (ieri per i lettori, ndr) lo ha dimostrato”, ha detto Cinalli.

“Adesso confidiamo in un’operazione di bonifica che sia conforme affinché i territori che sono stati teatro dello scempio ambientale siano definitivamente risanati”.

In questo contesto va ricordato che, nell’ambito del procedimento giudiziario incardinato nel 2005, Legambiente Lazio insieme al coordinamento provinciale si erano costituiti parte civile, assistiti dall’avvocato Giuseppe Pierdomenico.

Raggiunta telefonicamente, anche la presidente provinciale Pieranna Falasca ha sottolineato l’urgenza di risanare le cave di Vetralla, Castel Sant’Elia e Capranica. “Gli imputati non sono stati assolti e questo è un dato importante perché significa che i reati ci sono. La prescrizione, purtroppo, era inevitabile, ma non credo sia riconducibile al tribunale, piuttosto a tempi di indagine troppo lunghi”.

Per la Falasca, comunque, rimane lo stato di fatto che “i rifiuti in quelle cave ci sono finiti” e, quindi, adesso “ci interessa vigilare per capire cosa succederà in quelle aree che sono state dissequestrate. Il territorio del Viterbese è in preda ad una serie inarrestabile di discariche di rifiuti incontrollate, come testimonia il sequestro di quattro discariche abusive in quegli stessi territori avvenuto proprio oggi (ieri, ndr). La Tuscia non è mica la discarica d’Italia: è ora che l’obiettivo della bonifica delle aree e della sorveglianza del territorio diventi davvero prioritario”.

Ad intervenire, anche il presidente di Legambiente Lazio in un comunicato. “La prescrizione è una brutta notizia che in parte ci aspettavamo”, scrive Lorenzo Parlati. “Abbiamo tenuta altissima l’attenzione sul processo proprio per tentare di evitarla; certamente tutto si è svolto secondo le regole, ma è triste e difficile accettare che le schermaglie giudiziarie abbiano battuto il buon senso”.

A margine del comunicato, Parlati ricorda infine i numeri del ciclo illegale dello smaltimento di rifiuti nel Lazio secondo il Rapporto Ecomafie 2012. “Il Lazio è al primo posto fra le regioni dell’Italia centrale per questo tipo di reati, con 326 infrazioni accertate, 1 arresto, 162 sequestri e 354 persone denunciate”.

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