ANNO 16 n° 275
Operaio caduto dalla piattaforma mobile: in aula sfilano i consulenti
Sentiti i periti di procura e difesa, il processo proseguirą in primavera
16/11/2021 - 11:19

di Andrea Stefano Marini Balestra

VITERBO - Processo per lesioni gravi ad un operaio caduto da una piattaforma mobile: colpa del fabbricante?

E’ questo il nodo che dovrà dipanare il Tribunale di Viterbo (giudice dr.ssa Massini) nella decisione finale che ci sarà nella prossima primavera dopo la finale discussione della causa.

Rinviato a giudizio, quindi imputato, amministratore delegato dell’impresa costruttrice della piattaforma mobile montata su autocarro in uso da anni da una nota ditta di restauri edili della nostra città, parte offesa a sua volta come il suo dipendente ferito nell’incidente che si è costituito parte civile per ottenere il ristoro dei danni personali subiti.

I fatti risalgono a luglio di quattro anni: mentre una piattaforma mobile era in azione con un operaio a bordo si era estesa sino al piano alto di una palazzina, ad un tratto, però, si è piegata su se stessa provocando la caduta dell’uomo da un’altezza di circa sette metri. L'uomo è rimasto vivo per miracolo, ma ha subito gravi fratture che gli hanno comportato lunga degenza e postumi permanenti.

In Tribunale è stato ascoltato il perito della procura, quindi quello della difesa. Il consulente della procura ha confermato che causa dell’incidente fu causato un difetto di produzione, però, anche adombrando il dubbio su difetto di utilizzo.

Pronta la difesa dell’imputato a ribattere che la ditta utilizzava da oltre dieci anni lo stesso macchinario senza problemi. La parte civile, l’operaio albanese, tramite il suo difensore, ha fatto osservare la regolarità delle operazioni di utilizzo del macchinario.

In ogni caso, è emerso dall’istruttoria che la piattaforma era prevista per il solo uso umano, non quindi come montacarico come sembrò quel giorno essere stata utilizzata per la presenza attorno al ferito di sacchi di spazzatura.

A questa obiezione ha ribadito il consulente della difesa che la piattaforma: era autorizzata ad un carico di due quintali, quindi, quel giorno, comunque, lavorava al di sotto della soglia. L’incidente sarebbe solo da ascrivere alla scarsa manutenzione di essa da parte della ditta utilizzatrice che nel tempo aveva eseguito rattoppi senza tener conto delle prescrizioni del costruttore.

Prossima udienza in primavera.

 






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