

Mi sento tranquillo», così Salvatore Parolisi a uno dei suoi difensori dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per l'omicidio della moglie, Melania Rea. L'uomo sta trascorrendo questi giorni a Frattaminore, insieme alla figlia. Con i suoi legali aveva più volte ribadito che lui col delitto non c'entrava nulla. Oggi «si è limitato a ripetere che si sente tranquillo», ha spiegato uno dei suoi legali, l'avvocato Walter Biscotti. Nell'avviso di garanzia non ci sono richieste di misure cautelari, sottolinea il legale.
«Dobbiamo ancora capire cosa è effettivamente successo - ha detto un avvocato - e poi ci muoveremo secondo le necessità. Di sicuro lavoreremo in una direzione diversa rispetto a prima, ma sulle stesse basi, che sono quelle delle dichiarazioni del nostro assistito, che ricordo è un indagato a piede libero». L'iscrizione del registro degli indagati con l'accusa di omicidio volontario di Salvatore Parolisi era nell'aria da alcuni giorni, soprattutto dopo la scoperta di un nuovo telefonino di sua proprietà che il caporalmaggiore aveva nascosto in un campo sportivo di Folignano, il paese vicino ad Ascoli dove abitava con la moglie.
La decisione di indagare Parolisi potrebbe essere stata presa in conseguenza alla relazione sull'autopsia del cadavere della donna sfregiato da una trentina di coltellate. La relazione finale che era attesa la scorsa settimana dovrebbe aver indicato tempi e modalità dell'aggressione ma anche il luogo esatto in cui l'omicidio è avvenuto: a quanto si sa finora il bosco di Ripe.
(Corriere.it)