ANNO 16 n° 271
Omicidio Gianlorenzo, richiamato il perito che svolse i rilievi
Sarą sentito in udienza il 12 novembre. Ieri ascoltato un teste dell'accusa
29/09/2020 - 06:32

di Stefano Marini Balestra

VITERBO - Ieri, davanti alla Corte di Assise di Viterbo, altra udienza del processo che vede imputato di omicidio Aldo Sassara accusato di aver ucciso il cognato Angelo Gianlorenzo nella calda domenica del 14 agosto di quattro anni fa.

Nonostante nessuna prova certa dimostrasse la responsabilità del fatto in capo al Sassara, ma solo indizi, quest’ultimo venne tratto a giudizio sulla convinzione degli inquirenti che tra i due anziani non corresse buon sangue.

Un fatto fondamentale per un’accusa di omicidio è il ritrovamento dell’arma del delitto, che in questa fattispecie non è stata trovata. L’accusa si fonda pertanto solo sulla circostanza che una telecamera di sorveglianza ebbe a registrare che quel giorno, il Sassara, tra un passaggio ed un altro in motorino, vestiva abiti diversi.

In udienza è stato ascoltato un teste dell’accusa che ha riferito circa i luoghi dei fatti, senza però dare contributo utile alla conoscenza della verità.

I difensori dell’imputato, gli avvocati Mazzatosta e Scalabrelli, hanno insistito per ascoltare un proprio teste che sarà esaminato alla prossima udienza del 12 novembre prossimo. Alla stessa udienza la Procura ha richiamato il perito che svolse i rilievi.

Il calendario delle udienze, accelerato per le precarie condizioni fisiche dell’imputato, ha fissato al 23 novembre la discussione e lettura del dispositivo della Sentenza.






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