ANNO 16 n° 274
Omicidio Fedeli, ancora un mese per la sentenza
La difesa di Pang preme sulla provocazione e i problemi di lingua
18/11/2020 - 09:37

 

 

di Stefano Marini Balestra

VITERBO - Tre ore di appassionata arringa dell’avv. Sicilia, difensore dell’imputato Michael Pang, il cittadino americano di origine asiatiche che il 3.5.19 ebbe un diverbio con il sig. Nerveo Fedeli all’interno del suo negozio in Viterbo sfociato con la morte del commerciante. Il cliente Pang, dopo l’acquisto di capi di abbigliamento, ebbe problemi di pagamento con le sue carte di credito dal che il risentimento del Fedeli che insieme alla reciproca scarsa conoscenza dell’italiano e dell’inglese, degenerò sino al punto che, a detta dei suoi difensori, il Pang fu costretto a difendersi dall’intraprendenza del commerciante.

La tesi della provocazione e l’occasionalità dell’evento è stata il filo conduttore della arringa difensiva dell’avv. Sicilia e Crescenzi, ripetiamo, svolta con passione ed intensità con contorno di oratoria di vecchia scuola forense che spesso è dimenticata nelle nostre aule. L’avv. Sicilia ha contestato punto a punto la tesi accusatoria svolta dalla PM Eliana Dolce che alla scorsa udienza richiese per l’imputato la pena estrema dell’ergastolo con isolamento diurno per mesi tre affiancata dall’avv. Fausto Barili di parte civile.

Le aggravanti contestate di crudeltà, efferatezza e futili motivi che portano appunto per un contestato omicidio all’applicazione della pena massima, sono state contestate dall’avv. Sicilia che ha sottolineato nell’angustia del locale di vendita del Fedeli, la difficoltà della lingua (infatti all’epoca il Pang era digiuno di lingua italiana), un credibile mix di fatti che furono all’origine di una reciproca aggressione verbale, poi, ha sempre osservato l’avv. Sicilia, che proprio dalla posizione delle tracce di sangue trovate sulla Tshirt del presunto aggressore, si può escludere l’esecuzione del fatto come riferito dalla accusa. Molto altro hanno spiegato i difensori circa l’esecuzione del delitto favorito proprio l’atteggiamento sospettoso e diffidente del Fedeli, che presso il suo negozio aveva sistemi di difesa, quindi, spesso mal disposto nei confronti delle persone sconosciute.

Poiché la discussione era andata alla lunga, la Presidente della Corte di Assise dr.ssa Mattei, ha fissato per la lettura della Sentenza il prossimo 14 dicembre.






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