

di Antimo Verde
FIRENZE - Faccia a faccia con l'assassino. È stato il caporal maggiore scelto Riccardo Pizzo, 32enne di Lubriano, a trovare e a fermare Roberto Pirrone, il 65enne che lunedì a Firenze, sul ponte Amerigo Vespucci, ha ucciso a colpi di arma da fuoco il senegalese Idy Diene, di 54 anni. Il militare, di stanza a Siena nel 186esimo reggimento della Folgore, era in servizio di pattugliamento con un collega nell'ambito dell'operazione ''Strade Sicure'', la missione dell'esercito italiano per il supporto della pubblica sicurezza nelle città. È stata la richiesta di aiuto di un passante a portare i due parà a bloccare e perquisire l'ex tipografo, incensurato. ''Mi ha colpito la tranquillità dell’individuo fermato – ha raccontato il caporale Pizzo a congedatifolgore.com –. Si comportava in modo normale senza opporre resistenza. L'ho riconosciuto grazie alla descrizione sommaria che mi era stata riferita. Poi durante la perquisizione personale abbiamo trovato l'arma''.
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Roberto Pirrone è stato poi arrestato dalla polizia nei pressi di via Montebello e condotto in questura dove ha confessato l'omicidio del senegalese. Secondo il racconto fatto dall'uomo agli inquirenti, il 65enne è uscito di casa lunedì mattina con una pistola, una Beretta semiautomatica regolarmente detenuta, con l'intenzione di togliersi la vita a causa di problemi economici – come testimonia un biglietto d'addio lasciato alla figlia –. Non trovando però il coraggio, avrebbe scelto di compiere un omicidio e finire in carcere per non continuare a gravare sulle spalle della famiglia. Verso mezzogiorno, arrivato sul ponte Amerigo Vespucci, il pensionato ha quindi tentato di sparare a una donna con un bambino in braccio. Cambiando subito idea. Poi, deciso, ha aperto il fuoco contro il senegalese Idy Diene, un venditore ambulante di ombrelli. Sei colpi, di cui uno letale alla testa. A chiamare i soccorsi gli impiegati del consolato americano, a pochi passi da lì. Inutili i 40 minuti di rianimazione tentata dai paramedici per salvare la vita del 54enne, apparso da subito gravissimo. Il pm Giuseppe Ledda che coordina le indagini ha escluso dal primo momento il movente razzista per l'omicidio. Proteste e tafferugli da parte della comunità senegalese di Firenze che da lunedì è scesa in strada per manifestare la propria rabbia e paura per questo assurdo delitto.