

TARQUINIA - E' ripreso ieri in Corte d'Appello a Roma il processo a carico di Claudio Cesaris, ex tecnico di laboratorio, accusato dell'omicidio di Dario Angeletti, il docente universitario ucciso a Tarquinia il 7 dicembre 2021 nel parcheggio delle Saline.
Ieri è stata la volta delle parti civili. Nel processo si sono costituiti l’Università della Tuscia, il Comune di Tarquinia, la famiglia della vittima e la ricercatrice quarantenne di cui Cesaris si era invaghito e di cui era molto geloso.
Proprio la gelosia nei confronti della donna, che aveva stretto un’amicizia con il professor Angeletti, sarebbe stata la causa dell’omicidio, premeditato secondo l'accusa in tutti i particolari.
Ieri l'avvocato della famiglia della vittima, Rodolfo Bentivoglio, ha sottolineato come quello portato a termine da Cesaris sia stato un omicidio pensato, programmato ed eseguito lucidamente. Ha chiesto giustizia, quindi, senza alcuna attenuante.
Nella prima udienza, a novembre scorso, il pm titolare dell’indagine, Alessandro Gentile della Procura di Civitavecchia, confermò l'impianto accusatorio nei confronti di Cesaris, chiedendone la condanna a 23 anni di carcere.
L'imputato, 69 anni, ieri non non era presente in aula in quanto ricoverato in ospedale per problemi di salute. La prossima udienza è si terrà il 19 aprile quando la parola passerà alla difesa quindi la sentenza che potrebbe arrivare il giorno stesso o al massimo il 10 maggio, giorno in cui è già stata fissata l'ulteriore eventuale udienza.