

Il boss Totò Riina è stato assolto dall'accusa di essere il mandante e l'organizzatore del sequestro e dell'omicidio di Mauro De Mauro, giornalista del quotidiano L'Ora di Palermo, prelevato sotto casa la sera del 16 settembre 1970. La Corte ha quindi trasmesso gli atti al Pubblico Ministero perché proceda per falsa testimonianza nei confronti dell'ex funzionario del Sisde Bruno Contrada, dei giornalisti Pietro Zullino e Paolo Pietroni e dell'avvocato Giuseppe Lupis. Gli ultimi tre avrebbero, collegati con i servizi segreti, avrebbero avuto un ruolo depistante nelle indagini.
'E' una vergogna di 41 anni', ha commentato la figlia del giornalista De Mauro, Franca, che ha assistito alla lettura del dispositivo. La sentenza sul caso De Mauro arriva 40 anni e 9 mesi dopo la scomparsa del giornalista e contro la quale il pm Ingroia annuncia che sara' presentato appello. I tempi lunghi non si spiegano solo con la 'complessità del movente', che l'accusa riconduce alle piste convergenti del caso Mattei e del golpe Borghese, ma anche con i numerosi depistaggi che hanno frenato la ricerca della verità. Servizi segreti e carabinieri avrebbero, ciascuno per conto proprio, tentato di bloccare o depistare le indagini. De Mauro aveva confidato a colleghi e amici di lavorare ad un caso che avrebbe fatto 'tremare l'Italia'.
(Ansa)