

VITERBO - Nel corso dell’udienza di oggi, 7 novembre 2025, davanti alla Corte d’Assise di Viterbo, sono stati presentati nuovi elementi emersi dalle indagini relative all’omicidio di Renzo Cristofori, avvenuto nella sera del 27 novembre 2024 nel centro storico di Caprarola.
Secondo quanto ricostruito, il presunto autore dei fatti, Ian Patrick Sardo, 32 anni, avrebbe accoltellato la vittima sotto casa sua in via Sant’Egidio poco prima delle 21:00.
Successivamente avrebbe lanciato l’arma — un coltello da bistecca, come indicato dagli accertamenti medico-legali — all’interno di un canale di scolo in via Rosolino Pilo, dopo aver percorso la strada interdetta a causa di una frana.

Un maresciallo dei carabinieri ha dichiarato oggi che per svolgere le ricerche dell’arma è stato impiegato anche un drone, poiché si riteneva che l’arma potesse trovarsi su tettoie o zone difficili da raggiungere. Il coltello venne poi ritrovato il 30 novembre dagli investigatori.
Nel corso del dibattimento è emerso che Sardo, pur in libertà vigilata e in attesa di ricovero in una REMS (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), si comportò con estrema lucidità nell’ora successiva al delitto: tornò a casa, mostrò apparente tranquillità al citofono dei militari e si fece condurre alla stazione senza opposizione.
Diverse testimonianze fornite oggi descrivono i momenti immediatamente precedenti e successivi al delitto: un cittadino lo vide transitare alle 21:05 lungo la via interdetta per la frana; un testimone oculare afferma di aver assistito all’aggressione, riconoscendo l’imputato in aula.
Sul fronte difensivo, gli avvocati di Sardo hanno chiesto esami psichiatrici approfonditi, argomentando che il loro assistito presenta una parziale o totale incapacità di intendere e volere, come documentato in precedenti atti della ASL.
La famiglia della vittima si è costituita parte civile nel processo; il Comune di Caprarola, invece, ha visto respinta la propria richiesta di intervenire come parte offesa.
Con il dibattimento ormai entrato nel vivo, la Corte ha annunciato che nelle prossime udienze verranno ascoltati ulteriori testimoni, tra cui medici legali e membri delle forze dell’ordine che operarono sul luogo del delitto.
Il delitto ha profondamente scosso la cittadina di Caprarola, dove Cristofori era noto come persona rispettata e semplice, e dove l’aggressore era già conosciuto per problemi di tipo psichiatrico e di ordine pubblico.
L’evento ha acceso nuovamente il dibattito sulle misure di sicurezza e cura per soggetti con disturbi mentali sottoposti a libertà vigilata.
La prossima udienza sarà l’occasione per approfondire il quadro psichiatrico dell’imputato e la verifica delle modalità investigative adottate — dalla raccolta dei testimoni all’impiego del drone. Nel frattempo, la comunità locale attende risposte e giustizia per la morte di un uomo stimato e la ricostruzione di un fatto tragico che sembrava potersi evitare.