


VITERBO – Cala il sipario sull'edizione 2026 di Ombre Festival. Dal 5 luglio al 1° agosto la manifestazione ha animato le nottate viterbesi e, per la prima volta, anche Tuscania, con oltre 90 appuntamenti gratuiti tra incontri, dibattiti e presentazioni. Un'edizione che gli organizzatori definiscono quella della definitiva consacrazione nazionale del festival, forte di 4 milioni di visualizzazioni sui social e del riconoscimento arrivato da ospiti ed editori di tutta Italia.

Ad aprire la conferenza conclusiva è stata la sindaca Chiara Frontini, che ha ringraziato il direttore artistico Alessandro Maurizi, i volontari e tutti coloro che hanno contribuito alla manifestazione.
'In circa 27 giorni di festival si sono tenuti oltre 90 appuntamenti. È stato un lavoro importante che ogni anno cresce sia nei contenuti che nella durata. Quest'anno è stata l’occasione anche per celebrare gli 800 anni del Giubileo Francescano e siamo soddisfatti dei risultati raggiunti. Ma il festival non finisce qui: ci saranno altre iniziative nelle prossime settimane e siamo già al lavoro sull'edizione 2027.'
La sindaca ha inoltre ricordato come Ombre stia progressivamente ampliando il proprio raggio d'azione, coinvolgendo anche la provincia, come dimostrano gli appuntamenti organizzati a Tuscania, in linea con il percorso della candidatura di Viterbo a Capitale Europea della Cultura 2033.
Maurizi: 'Non una passerella politica, ma un luogo di confronto'
Uno dei passaggi più tesi della conferenza, visto i precedenti episodi sia politici che giornalistici, è stato quello dedicato alle polemiche delle scorse settimane sulla presunta 'passerella politica'.
Il direttore artistico Alessandro Maurizi ha respinto le accuse, rimandandole al mittente, presente tra l'altro in aula.
'Il nostro sogno è diventare un festival di dibattito pubblico, oltre che culturale, sia locale che nazionale. Chi non c'era non è perché non sia stato invitato, ma perché ha scelto di non partecipare. Per questo rimandiamo al mittente la definizione di passerella politica.'
Maurizi ha ribadito che il confronto tra idee diverse rappresenta uno degli obiettivi del festival e che sul palco di Ombre convivono posizioni differenti proprio per favorire il dibattito.
I numeri dell'edizione
Nel corso della conferenza sono stati illustrati anche i dati dell'edizione appena conclusa:
Maurizi ha inoltre sottolineato il crescente riconoscimento ottenuto nel panorama nazionale.
'La grande editoria oggi ci mette a disposizione i propri cataloghi per scegliere gli ospiti. È un segnale della credibilità che Ombre ha conquistato.'
Dal festival nasce 'Ombre di Mafie'

Tra le novità annunciate c'è anche 'Ombre di Mafie', un podcast in dodici puntate prodotto dal festival in collaborazione con il Comune di Viterbo, la Regione Lazio e la Polizia di Stato.
Il progetto, ideato insieme al giornalista Paolo Di Giannantonio, vedrà la partecipazione di alcuni tra i principali protagonisti italiani della lotta alla criminalità organizzata, tra cui magistrati e investigatori.
I complimenti degli ospiti
Nel corso della conferenza sono stati letti anche alcuni messaggi inviati dagli ospiti che hanno partecipato al festival.
Tra questi Mario Giordano, che ha definito Ombre 'una delle migliori rassegne italiane', Michele Santoro, che ha elogiato l'organizzazione e l'atmosfera della manifestazione, e Bruno Vespa, che ha parlato di 'un bagno di freschezza culturale' ricordando la grande partecipazione di pubblico in piazza.
Per Maurizi sono proprio questi riconoscimenti, insieme ai numeri raggiunti, a testimoniare la ormai evidente crescita di questo festival.
'Non siamo noi a dire che Ombre è diventato un festival nazionale. Lo raccontano gli ospiti che ogni anno scelgono di essere qui e che lo definiscono uno degli appuntamenti culturali meglio organizzati d'Italia.'