



VITERBO – È stato Giuseppe Cruciani ad aprire ufficialmente l'edizione 2026 di Ombre Festival, la manifestazione culturale che fino al 1° agosto animerà Viterbo con incontri, dibattiti e presentazioni di libri, ospitando alcuni tra i più importanti protagonisti del panorama culturale, giornalistico e istituzionale italiano.
La serata inaugurale, ospitata nel cortile di Palazzo dei Priori, si è aperta con il tradizionale taglio del nastro alla presenza della sindaca Chiara Frontini, del presidente dell'Associazione Ombre Alessandro Maurizi, dei volontari del festival e di un folto pubblico.
Prima dell'incontro dedicato al suo nuovo libro Libertà, Cruciani ha ricevuto un riconoscimento simbolico: un piatto in ceramica artistica viterbese realizzato dalla ceramista Laura Chiulli, omaggio alla tradizione della città. L'opera, raffigurante un cane quale simbolo di fedeltà e fiducia, è stata consegnata con una dedica di ringraziamento per la partecipazione al festival.
Il via alla manifestazione
Ad aprire la serata è stato Alessandro Maurizi, che ha ricordato il lungo percorso della manifestazione.
«Questa sera iniziamo un cammino che terminerà il 1° agosto con Nicola Gratteri», ha detto, sottolineando il lavoro dell'associazione e dei numerosi volontari che durante tutto l'anno rendono possibile l'organizzazione della rassegna.
La sindaca Chiara Frontini ha evidenziato il valore culturale dell'iniziativa, definendola uno degli appuntamenti più importanti dell'estate cittadina.
«Ogni anno il festival cresce sempre di più. È un evento fondamentale anche nel percorso della candidatura di Viterbo a Capitale Europea della Cultura 2033», ha affermato, ringraziando pubblicamente i volontari dell'associazione Ombre per il lavoro svolto.

«Libertà» al centro del dibattito
Conclusa la cerimonia inaugurale, Cruciani ha presentato il suo libro 'Libertà', trasformando l'incontro in un lungo confronto con il pubblico sui principali temi dell'attualità.
Fin dalle prime battute il giornalista ha ribadito la propria idea di libertà di espressione, soffermandosi sul fenomeno degli haters.
«Nessuno è obbligato a stare sui social. Se non vuoi leggere gli insulti, basta chiudere i commenti. Non serve trasformare ogni critica in un caso giudiziario», ha affermato, criticando il crescente ricorso alle denunce per gli insulti online.
Nel corso della serata ha raccontato anche il rapporto professionale con David Parenzo, definendolo una 'convivenza' fondata sul rispetto reciproco nonostante le profonde differenze di opinione.
Giustizia, legittima difesa e libertà di parola
Tra i passaggi più seguiti quello dedicato alla giustizia e alla legittima difesa. Cruciani ha richiamato il caso del gioielliere condannato dopo aver ucciso due rapinatori, sostenendo che lo Stato dovrebbe saper distinguere tra criminali e cittadini che reagiscono dopo aver subito una violenza.
Ampio spazio anche al conflitto in Medio Oriente. Il conduttore ha rivendicato la scelta di dare voce, nella sua trasmissione radiofonica, a posizioni molto diverse tra loro, comprese quelle fortemente critiche nei confronti del governo israeliano.
«La libertà di espressione vale soprattutto per chi la pensa diversamente da noi», ha ribadito.

Droga e carcere: «La repressione non basta»
Uno dei temi più discussi della serata è stato quello delle droghe e del sistema penitenziario.
Cruciani ha raccontato la sua esperienza nel carcere di Bologna durante un pranzo di Natale organizzato con i detenuti, descrivendo una realtà segnata da sovraffollamento, tossicodipendenza e difficili condizioni di vita.
Secondo il giornalista, l'attuale sistema repressivo nei confronti dello spaccio non produce risultati concreti.
«Arrestare piccoli spacciatori non risolve il problema, perché vengono immediatamente sostituiti da altri», ha osservato, dichiarandosi favorevole a un approccio meno repressivo e più orientato alla prevenzione e al recupero, pur precisando di non aver mai fatto uso di sostanze stupefacenti.

Diritti civili e famiglia
Nel corso dell'incontro Cruciani ha affrontato anche il tema dei diritti civili.
Pur definendo la famiglia composta da uomo e donna con figli come il 'perno della società', ha ribadito di essere favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso, alle adozioni per le coppie omosessuali e, sul piano personale, anche alla gestazione per altri regolamentata.
Ha inoltre sostenuto che il dibattito pubblico dovrebbe consentire il confronto tra idee differenti senza ricorrere a etichette o censure.
Politica e attualità con un pensiero a Vittorio Sgarbi
Parlando di politica, il giornalista ha spiegato di non riconoscersi in un preciso schieramento, pur affermando di aver votato negli ultimi anni prevalentemente il centrodestra perché, a suo giudizio, offre maggiore spazio alla libertà di espressione.
Ha dedicato anche alcune riflessioni al fenomeno politico rappresentato dal generale Roberto Vannacci, del quale ha evidenziato la capacità di raccogliere consenso sia sul territorio sia attraverso i social network.
Tra i momenti più personali dell'incontro anche il pensiero rivolto a Vittorio Sgarbi. Cruciani gli ha augurato una pronta ripresa, ricordandolo attraverso alcuni episodi vissuti insieme e descrivendolo come una figura carismatica, colta e capace di catalizzare intorno a sé persone e attenzione.
Un mese di incontri
Con l'appuntamento inaugurale dedicato a Giuseppe Cruciani prende ufficialmente il via un mese di incontri che vedrà alternarsi sul palco giornalisti, magistrati, scrittori, intellettuali e protagonisti della vita pubblica italiana.
L'edizione 2026 di Ombre Festival conferma così la propria vocazione a essere uno dei principali appuntamenti culturali dell'estate viterbese, proponendo un confronto aperto su temi di stretta attualità e contribuendo al percorso di crescita culturale della città in vista della candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033.
