

di Barbara Bianchi
RONCIGLIONE – Erano stati fermati, per un semplice controllo, a metà novembre mentre tornavano da Roma, beccati con oltre duemila dosi di cocaina purissima, pronta ad essere immessa sul mercato della provincia.
A finire nei guai un viterbese di 38 anni e un albanese di 27: sarebbe stato quest’ultimo, secondo la ricostruzione degli uomini della squadra mobile, a caricare in macchina i 34 involucri di polvere bianca, dopo essere stato raggiunto nella capitale dal 38enne.
Finito in carcere all’indomani dell’arresto, dopo la convalida da parte del gip del tribunale di Viterbo, giovedì scorso è scattata la custodia cautelare anche per il presunto complice: il viterbese, difeso dall’avvocato Paolo Delle Monache, si trova ora agli arresti domiciliari su ordinanza del tribunale del Riesame di Roma, a cui la procura viterbese aveva fatto ricorso.
''A seguito della decisione del gip di non emettere alcuna misura a carico del 38enne, abbiamo deciso di arrivare fino ai giudici capitolini – ha spiegato il procuratore capo Paolo Auriemma – affinché sia chiara la linea di questa magistratura: tolleranza zero nei confronti dello spaccio di droga''.
Un problema che, stando anche alle parole della pm Paola Conti ''starebbe diventando una vera e propria piaga sociale''.
''Sempre più ragazzini, anche di età giovanissima, fanno uso di sostanze stupefacenti, che arrivano da Roma e da altri grandi centri d’Italia: bisogna agire per tutelare il territorio''.
Ora entrambi ristretti in carcere e ai domiciliari, devono rispondere di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.