ANNO 16 n° 273
Oltre dieci anni di maltrattamenti e botte, la difesa del 39enne tenta il Riesame
In carcere da martedì, il giudice viterbese aveva detto no alla scarcerazione
31/03/2019 - 06:42

di Barbara Bianchi

VITERBO - Anni e anni di soprusi, maltrattamenti, umiliazioni e lesioni fisiche. Almeno dal 2006, come attestano alcuni dei referti medici di pronto soccorso che il giudice ha ora all’interno del proprio fascicolo.

In carcere da cinque giorni, il 39enne viterbese arrestato dalla squadra mobile di Viterbo, coordinata dal vice questore Donato Marano, deve rispondere di lesioni, maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona: con alle spalle numerosi precedenti per spaccio, lesioni e rapine, sarebbe stato lui di fronte ai figli minorenni, di 7 e 11 anni, a picchiare la madre, legarle polsi e caviglie, imbavagliarla e chiuderla nel cassettone del divano. Per almeno tre giorni quando poi i piccoli, insospettiti dalla prolungata assenza della madre, si sarebbero messi a cercarla, aiutati dalla nonna.

Interrogato martedì scorso nella casa circondariale di Mammagialla, il giudice ha da subito detto no alla sua scarcerazione: troppo gravi ed ''estremamente allarmanti'' i fatti che gli vengono contestati per rimetterlo in libertà. Ma ora la sua diesa sarebbe pronta a ricorrere al Riesame, per tentare di ottenere dai giudici capitolini la revoca o un alleggerimento della misura cautelare.

Da quanto ricostruito attraverso una lunga serie di certificati medici della compagna e dal racconto dei bambini, che ora si trovano in una struttura protetta, per anni il 39enne avrebbe creato un vero e proprio clima di terrore in casa: minacce e ritorsioni fisiche anche contro i piccoli. Botte alla madre se non gli avesse dato i soldi per comprarsi alcol e droga.

Disoccupato, con precedenti penali, avrebbe spedito più volte la convivente in ospedale: nel 2006 l’avrebbe picchiata con una mazza da baseball e con il manico della scopa. Pochi mesi più tardi, in pieno inverno, l’avrebbe chiusa sul balcone di casa in intimo.

Ma lui si giustifica: ''Io non ho fatto niente: a casa non c’ero mai. Mi sono fatto oltre sedici anni di carcere''.

Peccato che i certificati medici parlerebbero chiaro e il timore della donna nel denunciarlo per non avere ritorsioni, anche.

In attesa del deposito dell’istanza di Riesame e della decisione dei giudici, l’uomo resterà recluso a Mammagialla.






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