

VITERBO - Caffeina in Lis. Per la prima volta nella sua storia, oltre 30 eventi del Festival Caffeina Cultura saranno tradotti nella Lingua Italiana dei Segni. Dal 29 giugno al 14 luglio nel centro storico della città dei Papi. Un'iniziativa promossa in collaborazione con l'associazione Osservatorio Legalità Viterbo e l'Ente Nazionale Sordi della provincia di Viterbo. Probabilmente un'iniziativa unica a livello nazionale. Inoltre, sabato 7 luglio ore 21 - in Piazza Cappella - un'intera iniziativa sarà dedicata alla lingua dei segni e al dibattito in corso in Parlamento per il suo riconoscimento ufficiale.
'Siamo orgogliosi di accogliere questo importante progetto a Caffeina - spiega Filippo Rossi, presidente e direttore artistico del Festival - L'inizio di un percorso di partecipazione che vede la città di Viterbo protagonista. Una partecipazione concreta e paritaria che caratterizzerà l'intera manifestazione. Un passo fondamentale verso l'abbattimento di tutte le barriere linguistiche'.
'Caffeina da ascoltare con gli occhi - sottolinea Federica Miralli, presidente della sezione provinciale di Viterbo dell'Ente Nazionale Sordi - grazie alla collaborazione con l'associazione osservatorio legalità Viterbo e alla sensibilità degli organizzatori quest'anno Caffeina si potrà ascoltare con gli occhi. Ci sarà un'interprete che tradurrà in Lis 32 eventi serali. In tal modo le persone sorde potranno seguire e partecipare attivamente ad una delle più importanti manifestazioni culturali italiane. Ringrazio in particolare Filippo Rossi, Giacomo Barelli, Dominga Martines, Daniele Camilli e Roberta de Vito che ci hanno ascoltato e supportato per un'integrazione non più tra disabili e non, ma tra persone'.
'Legalità - dichiara Giacomo Barelli, presidente dell'associazione Osservatorio Legalità Viterbo - significa anche inclusione, tutela e valorizzazione dei diritti. Significa piena applicazione dell'articolo 3 della Costituzione Italiana dove sta scritto a chiare lettere che 'è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana'. Compito della Repubblica, dunque di ciascun cittadino. Grazie a questa iniziativa - prosegue Barelli - e grazie a Caffeina e alla sensibilità di alcune imprese private, la cultura diventa un percorso di integrazione a 360 gradi'.