

Riceviamo e pubblichiamo:
Abbiamo lasciato il 2014 con quella che definimmo la ''ciliegina sulla torta”, ovvero il varo dell’Imu sui terreni agricoli, imposizione fiscale da noi bollata come iniqua e che vìolava le più elementari norme del diritto del contribuente e della sostenibilità dell’imposta; è finito il 2015 ed il Tar del Lazio, con un colpo da prestigiatore, il giorno della scadenza, il 16 dicembre u.s., dichiara incostituzionale la predetta norma e la rinvia alla Corte Costituzionale.
Vediamo le tappe che hanno portato a questa sentenza: il contribuente agricolo avrebbe dovuto cominciare a pagare l’Imu sui terreni il 16 dicembre 2014, sulla base della vecchia norma poi sospesa dal Tar del Lazio, a questo punto il Governo sposta la scadenza al 26 gennaio 2015, ma l’udienza del Tar è fissata al 4 febbraio e quindi nuova proroga del Governo, che sposta il pagamento 2014 al 10 febbraio 2015.
Confagricoltura Viterbo-Rieti, quella di Grosseto e della Sicilia, la Cia Viterbo, i Comuni, il Comitato No Imu, i Forconi, alcuni parlamentari (Meloni e Rampelli e Bernini), presentano un nuovo ricorso al Tar e questo fissa l’udienza per il 17 giugno, il giorno dopo la scadenza dell’acconto. Il Parlamento rinvia al 30 ottobre e il TAR si riunisce il 4 novembre, nell’udienza che produce l’ordinanza pubblicata il 16 dicembre u.s., il giorno della scadenza del saldo.
La motivazione della sentenza, in particolare, sancisce l’applicazione nella materia tributaria della così detta riserva di legge relativa, secondo cui ''nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge'', significando che il legislatore deve fissare con norma primaria gli elementi essenziali dei tributi tra cui il presupposto dell’imposta, oltre alla determinazione dei soggetti passivi, della base imponibile, delle aliquote d’imposta e delle eventuali agevolazioni, potendo lasciare alla normazione secondaria o amministrativa (Regolamenti o decreti amministrativi) l’indicazione di elementi di dettaglio del tributo ovvero di carattere eminentemente tecnico. Tali caratteristiche, secondo il TAR, non si riscontrano nel caso in esame, atteso che il richiamo da parte dell’art. 1 del D.L. n. 4/2015 all’elenco Istat e alla classificazione in esso contenuta, costituendo un mero rinvio non ''recettizio'' non produce un’incorporazione al rango di norma primaria del contenuto dell’elenco ''bensì l’indicazione di una fonte competente a regolare la determinata materia''.
Il Tar riporta che la classificazione dei comuni in base ai criteri Istat non è cristallina visto che per esempio, spiega l’ordinanza, classificano come parzialmente montani Comuni come Bellegra (850 metri di altitudine) e Cassino (40 metri) e come interamente montani Marcellina (285 metri).
Vista la situazione e tenuto conto che i tempi con cui la Corte Costituzionale potrebbe pronunciarsi saranno molto più lunghi di quelli del Tar, provvederemo presso i nostri uffici dopo le festività natalizie a distribuire i modelli per gli agricoltori che hanno pagato l'Imu sui terreni per gli anni 2014 e/o 2015 che dovranno inoltrare ai Comuni per richiedere il rimborso, tale atto si ritiene che sia necessario per non incappare in possibili impugnative di mancata interruzione dei termini laddove la stessa Corte Costituzionale dovesse riconoscere definitivamente la incostituzionalità dell'imposizione Imu sui terreni discendente dall'applicazione del D.L. 4/2015.
Tornando al consueto bilancio delle attività alla fine di ogni anno rileviamo in concomitanza con l’uscita del nuovo PSR un fermento tra le imprese che puntano all’inserimento dei giovaniagricoltori, o delle aziende che fanno diversificazione delle attività come l’agriturismo, la vendita diretta, le agroenergie, le reti di impresa.
Vediamo nello specifico i vari settori produttivi agricoli:
- la zootecnia da carne mantiene le posizioni solamente per quegli allevamenti che hanno fatto della ricerca geneaologica il proprio punto di riferimento, mentre per il latte bovino è notte fonda, dopo l’abolizione delle quote latte il prezzo è crollato agli attuali 37 centesimi con i costi di produzioni che si attestano tra i 40 e 42 centesimi; per il latte ovino si sta vivendo un periodo di relativa tranquillità con prezzi intorno ad 1€/litro, ma con il prezzo degli agnelli ai minimi storici;
- la cerealicoltura presenta dei valori produttivi che ormai sono divenuti costanti al ribasso visto il continuo altalenarsi di stagioni meteorologiche capricciose e con prezzi in costante ribasso fino agli attuali 25€/q.le per il grano duro e 17/18 €/q.le per gli altri cereali;
- ortofrutta, una stagione senza infamia e senza lode con produzioni discrete e prezzi che hanno coperto a malapena i costi;
- i vigneti, hanno mostrato una maggiore produzione (+15%) a cui non è corrisposto un incremento del prezzo a fronte di una buona qualità ottenuta incrementando i costi;
- gli oliveti hanno registrato un sensibile incremento della produzione dopo la disastrosa annata 2014, con una ottima qualità di olio extra vergine ma con prezzi sostanzialmente stazionari;
- i noccioleti hanno incrementato la produzione anche in maniera considerevole e seppure in forte ribasso (-200 €/q.le) il prezzo ha mantenendo buone performances;
- i castagneti, dopo gli ultimi anni disastrosi per l’attacco del Cinipide e delle avversità atmosferiche, in questa campagna hanno dimostrato una timida ripresa della produzione e prezzi medi di poco oltre le 200 €. q.le;
- l’agriturismo settore in crisi (come del resto tutto il settore turistico), dove ormai si può operare per brevi periodi all’anno contando su clienti affezionati ma per piccole vacanze, spesso last minute.
Questa in sintesi l’anno 2015 dell’agricoltura locale, il tutto condito come al solito da lacci e lacciuoli e con la burocrazia che regna sovrana su tutte le imprese; abbiamo parlato all’inizio della vicenda IMU ma non possiamo sottacere che nel 2015 sono entrate in vigore le regole della nuova PAC e districarsi tra quelle imposte dai burocrati di Bruxelles non è stato semplice per tantissime aziende; il PSR 2014-2020 della regione Lazio doveva essere approvato a primavera ed invece lo abbiamo avuto a fine anno e a tutt’oggi dei bandi per accedere alle varie misure non c’è traccia, speriamo che la Befana ci faccia questo regalo.
Dobbiamo invece apprezzare alcune misure della manovra finanziaria che sarà approvata definitivamente entro Natale quali l’eliminazione dell’IMU sui terreni nelle zone di montagna e di collina svantaggiate e l’esenzione per gli agricoltori professionali delle zone di pianura e l’eliminazione dell’IRAP, misure che possono dare alle imprese del settore un nuovo impulso per, una volta risanati i bilanci, investire ed ammodernare le strutture per poter competere con il mercato globale.