

VITERBO - Potrebbe essere l’ultimo appello per la maggioranza di centrodestra, quello di oggi pomeriggio. O ci saranno i numeri per approvare il bilancio consuntivo o il sindaco Giulio Marini, estrarrà la lettera di dimissioni che tiene in tasca e decreterà lo ''sciogliete le righe''. Queste, in estrema sintesi, le conclusioni del vertice svolto ieri, a più riprese, per cercare di rimettere insieme i cocci di una maggioranza sfilacciata, litigiosa e dilaniata dalle lotte intestine.
''Per accontentare tutti – ha detto sconsolato un consigliere appena uscito dalla tumultuosa riunione – ci vorrebbero 15 assessorati e 5-6 presidenze da assegnare. Qui – ha aggiunto scuotendo la testa – quasi tutti vogliono qualcosa, una prebenda, una poltrona, una patacca da affiggersi al petto''.
Tuttavia, sebbene la crisi, latente da tempo, sia nei fatti, oggi la maggioranza dovrebbe sfangarla. Ventuno consiglieri comunali si sono impegnati ad essere presenti e a votare sì al bilancio. Anche se, secondo una scuola di pensiero, essendo la seduta in seconda convocazione, ne potrebbero bastare 16. Ma il sindaco, per evitare sorprese, ha preteso di alzare l’asticella. E proprio Marini, per garantire il ventunesimo voto, ha rinunciato al viaggio a Varsavia per assistere alla semifinale del campionato europeo di calcio tra l’Italia e la Germania, per la quale ha prenotato il volo e il biglietto.
Tra l’altro, Marini, ha incassato il ''pieno sostegno'' di Agostino Terri, uno dei ''Quarantenni'', che nel corso della riunione si è di fatto sfilato dalla corrente del consigliere regionale Francesco Battistoni, almeno per quanto riguarda Palazzo dei Priori. Qualche defezione, davanti alla minaccia del ''tutti a casa'', potrebbe esserci anche nelle fila delle altre correnti e sottocorrenti che stanno scassando il Pdl viterbese.
Tutto lascia però prevedere che, all’indomani della ormai probabile approvazione del bilancio, la guerra tra bande sia destinata a ricominciare daccapo. ''Non credo – ha sottolineato il solito consigliere sconsolato - che da dopodomani fileremo d’amore e d’accordo. Troppi interessi particolari, troppe bramosie, troppe cordate da soddisfare. Il rischio è di imboccare un periodo di instabilità che rischierebbe di affossare l’attività amministrativa, costringendoci a presentarci agli elettori senza quasi nulla in mano. Sembra che stiano facendo del tutto per consegnare alle sinistre Palazzo dei Priori''.
Da parte sua, il sindaco Marini, all’uscita dalla riunione, ha ribadito che, se domani dovessero esserci delle defezioni, ''non avrei esitazioni, come ho già annunciato in Consiglio comunale, a presentare le dimissioni 'costruttive', al fine di verificare se sia possibile una ricomposizione della maggioranza, oppure se in Consiglio ci sono forze disponibili ad impegnarsi su un programma essenziale da realizzare nei mesi di legislatura che restano''.
Alla domanda su cosa accadrebbe se l’ipotesi da lui formulata non trovasse riscontri, Marini ha risposto laconicamente: ''Ce ne andiamo a casa e ognuno si assumera' le proprie responsabilita' davanti ai viterbesi''.