

VITERBO – Lo scorso fine settimana è stato particolarmente turbolento sui campi di calcio della provincia di Viterbo. Si va dalle offese razziali in un partita di Juniores provinciali (Vetralla – Fulgur Tuscania) all’aggressione ad un arbitro in una partita di Terza categoria a Caprarola. Il comunicato ufficiale del giudice sportivo sembra un bollettino di guerra: dieci giornate per offese razziali, cinque anni di inibizione per il dirigente che ha colpito l’arbitro con una bandierina.
Scendendo nello specifico è la prima volta in questa stagione che viene comminata una pena per offesa razziali: Christian Mattei è il ragazzo della Fulgur Tuscania che ha proferito le frasi gravemente offensive. Il giocatore è stato espulso dall’arbitro che dirigeva la partita. La giacchetta nera ha ascoltato la frase discriminatoria, ha annotato le parole e ha notificato il provvedimento. E’ un caso raro, quello delle offese razziali, il primo della stagione. E la pena, che sembra eccessiva, è adeguatamente motivata dal giudice sportivo che ha agito in punta di diritto. Ecco la motivazione “per aver proferito un grave insulto razziale a danno di un giocatore della squadra avversaria. A fini della quantificazione della pena si tiene conto del particolare disvalore morale e sociale di tale comportamento e si applica la sanzione di cui all’articolo 11 comma 2 del codice di giustizia sportiva”. Insomma è il codice di giustizia sportiva che in maniera dettagliata va a punire il comportamento razziale.
Per quanto riguarda l’aggressione all’arbitro, il dirigente della Virus Caprarola dovrà stare fuori cinque anni. Il direttore di gara, invece, è andato in ospedale: quattro giorni di prognosi e tanta paura.