ANNO 16 n° 273
Odissea per aprire distributore metano
L'impianto Enerpretoli pronto da mesi non riesce ad avere il contatore del gas
20/05/2012 - 03:52

VITERBO – “Non possiamo aprire il distributore di metano nella zona industriale di Viterbo perché Enel gas rete, la società che gestisce la di distribuzione nel capoluogo, non ci fornisce il contatore”.

Così Carlo Puglisi Alibrandi, presidente della società Enerpetroli proprietaria del nuovo distributore di metano che da poco (i lavori sono terminati nell’ottobre 2011) è stato costruito al Poggino.

La storia del distributore è spiegata direttamente da Alibrandi: “La prima richiesta che abbiamo fatto di un impianto a metano è datata 28 ottobre 2008. Da allora ci sono state tutta una serie di vicende che ci hanno impedito di aprire quel distributore. Inizialmente la richiesta di preventivo da parte di Enel gas rete per portare il tubo dal nostro impianto fino al Poggino è stata di  90.000 euro. Uno sproposito”.

In seguito la Enerpetroli si è attivata per comprendere il perché di una richiesta così esosa e ha cercato di capire come muoversi nel ginepraio di richieste e preventivi necessari per attivare un’opera del genere: “La seconda richiesta di preventivo è datata 23 gennaio 2009 e la terza 25 marzo dello stesso anno – dice Alibrandi - l’Enel gas rete ci ha fatto sapere che avrebbero dovuto chiedere l’autorizzazione al Comune di Viterbo: ma abbiamo ben presto capito che la zona del Poggino era sprovvista di metano cioè quel tipo di gas non arrivava nella zona industriale e le condutture si fermavano nell’area all’altezza del Leclerq. Quindi era inspiegabile come una parte di Viterbo fosse carente di gas metano”.

Insomma è la mancanza del contatore e della relativa cabina di riduzione che impedisce al distributore di funzionare regolarmente: “Non ci siamo arresi e abbiamo continuato a chiedere l’intervento dell’Enel – afferma Alibrandi – solo questo può sbloccare la situazione. Dall’Enel gas rete ci hanno più volte posticipato la data di chiusura dei loro lavori, prima a ottobre 2011, poi gennaio 2012, infine aprile di quest’anno”.

Tuttavia una risposta è arrivata dopo l’ennesimo tentativo di Alibrandi: “Proprio venerdì 18 maggio è giunta la comunicazione che il costo del preventivo per il contatore è di 34.000 euro. Si tratta di un tubo di un pollice circa e lungo non più di 10 metri. Obtorto collo saremo costretti ad accettare pur di far funzionare il nostro distributore, ma abbiamo fatto richiesta delle specifiche per comprendere i vari capitoli di spesa. Tengo a dire  - conclude Alibrandi – che per una struttura simile di nostra proprietà nel territorio di Chiusi sono serviti soltanto 8.000 euro”.

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