

VITERBO - (M.D.L.) Una bambina, disabile grave dalla nascita, diventa maggiorenne e per la famiglia iniziano i ''guai''. La ragazza ha bisogno di ausili che fino al compimento della maggiore età le erano riconosciuti dal Servizio sanitario senza limiti, ma dal 18esimo anno in poi, essendo considerata una disabile adulta, solo ogni 5 anni.
Il problema è che la ragazza, oggi 19enne, ha uno sviluppo più rallentato rispetto a una sua coetanea e proprio in questa età sta vivendo quella fase di crescita che altre giovani hanno avuto molto prima.
Ora ha bisogno di una sedia a rotelle nuova, ma per 'legge' le spetterebbe solo tra un quinquinnio, nell'arco del quale, con tutta probabilità l'avrà anche ricambiata. Necessita inoltre di un sollevatore, ma i tempi sono gli stessi.
E' iniziata quindi una campagna di sensibilizzazione della mamma, Gabiria Farina, verso una normativa che, per la sua esperienza, ''non tiene conto delle effettive esigenze della persona disabile'' e ''rappresenta una ingiustizia''.
Gabiria Farina si è rivolta alle istituzioni, all'Asl di Viterbo, ma ha ottenuto sempre la stessa risposta: ''in base alla normativa vigente - spiega - mia figlia non può avere nell'immediato gli ausili di cui necessita''.
Si tratta di strumenti che consentirebbero alla mamma di spostarla con più facilità.
Gabiria Farina quindi avanza una proposta: ''modificare la normativa e spostare in avanti l'età per cui un bambino con handicap diventa disabile adulto, passando, per esempio da 18 a 26 anni. E poi si dovrebbe consentire la possibilità di valutare caso per caso''.
In attesa di portare la sua battaglia all'attenzione nazionale, questa mamma ha avviato una raccolta fondi per raggiungere la somma necessaria all'acquisto, in autonomia, della carrozzina e del sollevatore di cui la figlia ha bisogno.