

VITERBO - 'In Italia una donna su cinque lascia il lavoro dopo la maternità, per questo è fondamentale investire in asili nido e scuole dell'infanzia per invertire questa tendenza'. Lo spunto di riflessione viene offerto da un recente studio di Open Polis, su dati Istat, proprio nei giorni in cui si celebra la festa internazionale delle donne, occasione durante la quale viene spesso messo in risalto il gap occupazionale tra uomo e donna. Nonostante la lenta ripresa, il divario lavorativo tra i sessi, secondo quanto riporta lo studio, resta sempre alto. E le donne, più degli uomini, sono penalizzate dal fattore 'maternità' e dalle mille difficoltà collegate alla conciliazione tra lavoro e famiglia
Secondo quanto emerso dalla ricerca: 'La decisione di lasciare il lavoro è determinata per oltre la metà, il 52 per cento, da esigenze di conciliazione e per il 19 per cento da considerazioni economiche. In generale, il divario lavorativo tra uomini e donne è pari al 17,5 per cento. Percentuale che aumenta in presenza di figli'.
I dati indicano chiaramente come alla nascita di un figlio sia soprattutto l’occupazione femminile a calare. In questa dinamica, è interessante osservare il ruolo degli asili nido e in generale dei servizi rivolti alla prima infanzia. I comuni con la maggiore parità di genere in termini di occupazione sono anche quelli con un’offerta di asili nido e servizi più capillare. Al contrario, nei comuni dove il tasso di occupazione maschile è doppio o anche più che doppio rispetto a quello femminile, la presenza di nidi risulta molto meno diffusa.
Alla luce di questa premessa, come se la cava la Tuscia in termini di occupazione femminile rispetto alla presenza di asili nido?
Viterbo con il 65.9% registra il tasso di occupazione femminile più alto tra i grandi comuni della provincia, rispetto a una media comunale di 72,6%. Nel comune il tasso di occupazione maschile è invece 79,1%. I posti nido sono 16,5 ogni 100 bambini residenti tra 0 e 2 anni.
A Civita Castellana abbiamo l'occupazione femminile ferma al 58,4%, rispetto a una media comunale di 70,3% e al tasso di occupazione maschile dell'81,8% I posti nido sono 28,1 ogni 100 bambini.
A Nepi il 59,2% delle donne lavorano, rispetto a una media comunale di 68,5%. Il tasso di occupazione maschile è del 77,7%. Abbastanza alta è la presenza di posti nido che si attesta a 41,4 ogni 100 bambini
Tarquinia, tasso di occupazione femminile al 61,7%, rispetto a una media comunale di 70,2% e un tasso di occupazione maschile al 78,7%. Esigua la disponibilità di posti nido: 19,7 ogni 100 bambini.
Montalto di Castro, tasso di occupazione femminile al 57,3% e un tasso di occupazione maschile al 76,2%. Anche qui particolarmente bassa la presenza di posti nido: 15,3 ogni 100 bambini.
Per quanto riguarda gli altri comuni della Tuscia troviamo Tuscania (occupazione femminile: 55,5%, maschile: 78,6%, posti nido: 24); Ronciglione (occupazione femminile: 61%, maschile: 77%, posti nido: 30,9); Fabrica di Roma (occupazione femminile: 60,9%, maschile: 82,4%, posti nido: 7,8)
Proceno è tra i comuni più virtuosi (occupazione femminile pari al 72,5% e maschile al 73,1%).
Fanalino di coda per Calcata con occupazione femminile ferma al 46,8%.