


VITERBO - 'Sono molto dispiaciuto per quanto accaduto alla signora Mihaela Maftei. Purtroppo è stata vittima di una truffa e ora rischia di perdere la casa. Tuttavia, come Ater, non abbiamo strumenti normativi per evitare questa conseguenza, in quanto l’alloggio che occupa è di fatto utilizzato senza titolo'. Con queste parole il presidente dell’Ater, Diego Bacchiocchi, commenta la vicenda che coinvolge una donna cinquantenne di origine romena, che rischia di perdere casa a causa di una raggiro abilmente costruito da una coppia di coniugi.
La storia era emersa alcuni giorni fa quando la donna si era rivolta alla nostra redazione chiedendo aiuto. Secondo il suo racconto, sarebbe stata truffata da marito e moglie che le avrebbero affittato illegalmente un appartamento Ater, chiedendole un canone mensile di 500 euro.
Convinta di aver acquistato la casa, la donna vi ha abitato per circa dieci anni, arrivando anche a effettuare lavori di miglioramento a proprie spese. Solo in seguito ha scoperto che il contratto era falso e ha deciso di denunciare l’accaduto ai carabinieri. Questa scelta, però, l’ha fatta risultare automaticamente come occupante abusiva.
'Mi sono autodenunciata – ci ha raccontato tra le lacrime – ma questo non è bastato a salvarmi la casa: entro aprile dovrò lasciare l’appartamento e non so dove andare, ho anche perso il lavoro e con un minore a carico'.
Il presidente Bacchiocchi ha rimarcato la complessità della situazione: 'È stato commesso un abuso e anche l’Ater è parte lesa. Per legge, quando un alloggio viene lasciato, deve essere restituito all’Ater e non può essere affittato privatamente. La signora Mihaela non è l’assegnataria: le case popolari vengono attribuite dal Comune, che è quindi l’unico ente in grado di valutare una possibile soluzione alternativa'.