ANNO 16 n° 273
Obama: voglio un'America piu' giusta, piu' tasse per i ricchi
25/01/2012 - 10:04

Un'America piu' giusta, ''costruita per durare''. Un'America dove tutti tornino ad avere le stesse opportunita', dove le regole siano uguali per tutti, dove le imprese che creano posti di lavoro siano premiate e quelle che delocalizzano penalizzate. Dove ogni imprenditore che rischia possa aspirare a diventare il nuovo Steve Jobs. E soprattutto dove i ricchi paghino piu' tasse, per investire di piu' in istruzione, sanita', ricerca.

E' la sfida che Barack Obama - nell'attesissimo discorso sullo Stato dell'Unione pronunciato davanti al Congresso - ha lanciato all'intero Paese a dieci mesi dalle elezioni presidenziali.

Rispolverando anche il glorioso slogan che lo porto' alla vittoria nel 2008: 'Yes we can', ''Noi possiamo fare questo, io so che possiamo''. E affermando con determinazione: oggi l'America e' piu' forte del 2008, anche se la grande sfida resta ''mantenere vive le promesse''.

Ma il presidente - nel discorso durato poco piu' du un'ora - tira fuori soprattutto una grinta da campagna elettorale, adottando una visione che il Wall Street Journal a caldo definisce ''nettamente populista''. Nel mirino ci sono i rivali repubblicani: quelli che in Congresso bloccano il cambiamento e quelli che si sono candidati per la presidenza, che accusano Obama di voler portare il Paese allo sfascio. ''Voglio combattere l'ostruzionismo con l'azione. Mi opporro' a ogni tentativo di tornare alle stesse politiche che ci hanno condotto fino a questa crisi'', ammonisce il presidente tra gli applausi. In prima fila, accanto al vicepresidente Joe Biden, e' seduta la First Lady Michelle. Dietro ci sono anche Lauren Powell, vedova di Steve Jobs, e l'ormai famosa segretaria di Warren Buffet, quella che - come ha denunciato lo stesso 'oracolo di Omaha' - paga piu' tasse del suo datore di lavoro miliardario.

Ansa.it






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