

Sale pericolosamente la tensione tra Russia e Stati Uniti sull'Ucraina, con Mosca che in serata ha annunciato di aver effettuato con successo un lancio di prova di un missile balistico intercontinentale RS-12M 'Topol'. Rompendo per la prima volta il silenzio dall'inizio della crisi, Vladimir Putin ha sospeso ma non cancellato la minaccia di un intervento armato in Ucraina, ha negato sfrontatamente la presenza di truppe russe ('sono milizie di autodifesa') in una Crimea che ha giurato di non voler annettere e ha respinto i moniti di un Obama che in serata gli ha dato del bugiardo: 'Con le sue dichiarazioni non prende in giro nessuno', ha tuonato il presidente Usa, tornando a condannare 'l'aggressione russa'.
Il leader del Cremlino ha convocato i giornalisti del pool presidenziale nella sua residenza di Novo Ogariovo, fuori Mosca, alzando la voce per farsi sentire bene da un mondo che lo condanna ma di cui non ha affatto paura. Per lui Ianukovich è ancora il 'presidente legittimo', anche se 'senza futuro politico', ma Putin non riconosce i nuovi poteri di Kiev scaturiti da un 'colpo di Stato armato'. Il signore del Cremlino accetta a viso aperto la sfida degli Usa, che oggi hanno inviato il segretario di Stato Kerry a Kiev per promettere aiuti (un miliardo di dollari) al nuovo governo e solidarietà al Maidan minacciando sanzioni entro la settimana, dopo aver interrotto la cooperazione militare. Ma le sanzioni, sollecitate anche da una rediviva Timoshenko, 'sono un'arma a doppio taglio, i danni sono reciproci', ha ammonito il presidente russo, rinfacciando inoltre agli Usa l'illegittimità dei loro interventi in Afghanistan, Iraq e Libia. Putin fa spallucce anche sul boicottaggio del G8 di Sochi: 'Se i nostri partner non vogliono venire, non vengano'.
Telefonata Merkel-Obama, sintonia su ultimi sviluppi - La cancelliera Angela Merkel ha avuto, in serata, un nuovo colloquio con il presidente statunitense Barack Obama sulla crisi in Ucraina. I due leader si sono trovati d'accordo - secondo Berlino - nella valutazione degli sviluppi più recenti e hanno stabilito di continuare a muoversi in stretta intesa. Lo ha scritto su Twitter il portavoce di Merkel, Steffen Seibert.
La visita di Kerry - L'America arriva nel cuore ferito dell'Europa: il segretario di Stato, John Kerry, accolto oggi a Maidan, promette alla folla riunita nella piazza-simbolo di Kiev: 'Vi aiuteremo'. E punta anche il dito contro Vladimir Putin, con un'accusa gravissima: quella di cercare solo 'un pretesto' per 'poter invadere l'Ucraina'. L'invasione, del resto, è già iniziata. Migliaia di soldati russi occupano la Crimea e circondano le unità militari ucraine, e Mosca ha in pratica il controllo della penisola russofona ucraina e dei punti strategicamente più importanti. Ma da Kiev, dove è atterrato nel pomeriggio, Kerry minaccia anche la Russia di un possibile 'isolamento diplomatico, politico ed economico' se perseguirà nella sua politica di 'aggressione'. A una domanda sulla dichiarazione di Putin di oggi, che nega che questi uomini armati siano militari russi, il capo della diplomazia di Washington ha risposto con una sonora risata: 'La Russia - ha detto Kerry - parla di minoranze di lingua russa minacciate. Questo non è vero. Per la strada qui non ho visto nessuno che si sentisse minacciato, se non da una possibile invasione russa'.
Tensione alle stelle - In Crimea in questo momento è in corso una guerra di nervi. Stamattina - ha riportato l'agenzia France Presse - i militari russi che circondano la base aeronautica di Belbek hanno sparato - per la prima volta - dei colpi di avvertimento in aria contro una colonna di 300 soldati ucraini che si avvicinava, e che è stata costretta a fermarsi e rimanere a distanza. E ci sono stati attimi di tensione anche a un checkpoint a Krim, nella Crimea orientale, dove, secondo l'agenzia Interfax, dei militari russi hanno costretto delle guardie di frontiera a sdraiarsi per terra sotto la minaccia di armi da fuoco. Il Cremlino nega che gli uomini armati che circondano le basi ucraine in Crimea siano soldati russi, ma secondo alcuni esperti si tratterebbe di militari delle forze speciali di Mosca, alcuni forse appartenenti al Gru, i potenti servizi segreti militari russi. Anche se sulle divise non portano segni di riconoscimento, non sembra esserci dubbio sulla provenienza di questi soldati.
Verso la secessione - Vladimir Putin dice di non vuole annettere la Crimea, ma Sebastopoli, sede della base della Flotta russa del Mar Nero la pensa diversamente: 'Siamo russi, Kiev ci ha sempre ignorato, vogliamo essere un pezzo di Mosca', si legge in una lettera all'Ue degli attivisti pro-russi della città. Sebastopoli terrà un proprio referendum, sganciato da quello della Crimea, il 30 marzo, lo stesso giorno fissato inizialmente dal governo di Simferopoli, la capitale della regione, per la consultazione autonomista di tutta la Crimea. 'La maggioranza della popolazione vuol essere parte della Russia, su questo non ci sono dubbi, stiamo solo mettendo a punto i dettagli tecnici per il voto', che sarà per l'adesione alla Russia, ha detto all'ANSA Ivan Komelov, membro della commissione incaricata di redigere il quesito referendario. L'annuncio, ha detto, arriverà tra pochi giorni, probabilmente entro sabato.
ansa.it