

VITERBO – La vicenda del controllo di polizia in cui, nel febbraio 2006, vicino Viterbo, fu fermato il pentito Salvatore Lo Russo, ex capoclan della camorra, con 200mila euro in auto, è tornata al centro dell’attenzione nel processo per riciclaggio di denaro sporco in corso a Napoli. Tra gli imputati, oltre allo stesso Russo, figura anche Vittorio Pisani, ex capo della squadra mobile napoletana, accusato di favoreggiamento, rivelazione di segreto d’ufficio e falso, per aver chiesto e ottenuto dal suo collega Salvatore Gava, allora capo della mobile viterbese, la liberazione del boss.
I pubblici ministeri Sergio Amato ed Enrica Parascandolo hanno infatti chiesto al tribunale di poter riesaminare sia il collaboratore di giustizia che Gava, oggi fuori dalla polizia, a seguito della condanna che gli è stata inflitta per i pestaggi avvenuti nella scuola Diaz durante il G8 di Genova. Il collegio deciderà se ammettere le due testimonianze in apertura della prossima udienza.
Lo Russo fu fermato dalla polizia a Viterbo mentre aveva con sé 200mila euro, con i quali, stando a quanto dichiarò egli stesso, si stava recando a Sanremo per giocare al casinò. Mentre il boss si trovava in questura per accertamenti, Pisani contattò Gava chiedendogli di lasciare andare Lo Russo in quanto stava indagando su di lui e sostenendo che un eventuale fermo avrebbe compromesso le indagini.
Secondo i pubblici ministeri, però che, non sarebbe stato vero che la polizia napoletana stesse indagando su Lo Russo. Stando alla loro ricostruzione, l'intervento di Pisani sulla squadra mobile di Viterbo fu arbitrario e motivato esclusivamente dalla volontà di aiutare un suo informatore ancorché capo di un clan della camorra.
Lo Russo, mentre erano in corso accertamenti su di lui, riuscì a contattare telefonicamente Pisani a Napoli chiedendogli di aiutarlo. Qust'ultimo, subito dopo, chiamò Gava chiedendogli, e ottenendo, che il boss fosse lasciato andare.
La vicenda di Viterbo è emersa dall'esame del pm Barbara Sargenti che, dal 2005 al 2010, fu in servizio alla Dda di Napoli e coordinò una delle due indagini sul clan Lo Russo, quella delegata alla squadra mobile. Sargenti ha riferito di non essere a conoscenza dell’episodio avvenuto a Viterbo. Tuttavia h spiegato che in procura era noto che Lo Russo fosse un informatore di Pisani.