ANNO 16 n° 274
Nuovo governo: il giorno di Grillo al Quirinale
21/03/2013 - 09:12

Il giorno di Grillo al Quirinale. Il leader del Movimento 5 Stelle guida la delegazione che alle 9.30 viene ricevuta dal Capo dello Stato nel secondo (e conclusivo) giro di consultazioni per la formazione di un nuovo governo. L’attesa per il faccia faccia tra il comico e Giorgio Napolitano è alta, se non altro perché non ci potrebbero essere personalità più lontane e differenti. Ma questo è soltanto l’aspetto curioso di una giornata politica molto delicata, nella quale Napolitano avrà di fronte a sé le tre principali opzioni da valutare per decidere a chi affidare un incarico. In mattinata, dopo la delegazione del M5S, sale al Quirinale quella di Pdl e Lega e in serata, alle 18, arriverà quella del Pd guidata da Bersani che sarà accompagnato dai due nuovi capigruppo alla Camera e al Senato.

 

INCARICO DOMANI – Napolitano è conscio dell’urgenza della scelta, sia per la situazione economica e sociale sia per le scadenze che riguardano il suo mandato. E pare deciso ad affidare un incarico (esplorativo o pieno) già domattina. La necessità di fare in fretta è stata sottolineata ieri all’apertura dei colloqui dai neopresidenti del Senato e della Camera, Grasso e Boldrini. Ma già nella stessa giornata Napolitano s’è poi trovato di fronte a proposte incompatibili. Se da una parte Vendola (Sel) ha sostenuto la necessità di un incarico a Bersani, la delegazione centrista, in chiusura di giornata, ha dato la sua indicazione per un governo di larghe intese (in sostanza: Pd, Scelta civica e Pdl), coalizione abbastanza ampia da garantire di proseguire sulle linee del governo Monti per realizzare le riforme e tenere l’Italia agganciata all’Europa.

TRE PROPOSTE DIVERGENTI – Ma il «meglio», per il capo dello Stato arriva oggi, con i tre maggiori schieramenti portatori di altrettante ipotesi, ciascuna inconciliabile con l’altra. Grillo ha ribadito ieri sul suo blog la linea: il M5S non voterà la fiducia a nessun governo, nemmeno (o tantomeno) a un governo Bersani, anche se al suo fianco il segretario Pd schierasse un esercito di Nobel. Chiede invece a Napolitano di far nascere un governo targato Cinque Stelle con esclusione di tutti gli altri partiti rappresentati in Parlamento. Il Pdl e la Lega ( che ha confermato la sua fedeltà alla coalizione) sono disposti a sostenere un governo Pd-Pdl (ma esclusi i centristi) , che ieri Berlusconi a definito di «concordia nazionale», per affrontare l’emergenza economica e realizzare alcune riforme tra cui quella della legge elettorale. Infine il Pd, che non intende discutere di alcun governo con il Pdl (ma in particolare, con Berlusconi) e che va dritto per la sua strada chiedendo l’incarico a Bersani, portatore dei famosi 8 punti di programma approvati dalla direzione del partito e della promessa di una squadra di personalità «capaci di parlare» alla società. Ma la mancanza di una maggioranza precostituita al Senato gli preclude un incarico pieno. Possibile invece un tentativo, un incarico esplorativo. In condizioni che tuttavia non sembrano facili. Sul fronte del M5S, dopo il caso dei voti a Grasso, il richiamo del capo ha ricompattato i ranghi e spiragli per le proposte di Bersani non se ne vedono.

 

CASALEGGIO SI ', CASALEGGIO NO - E a poche ore dalla salita di Grillo al Colle, non è ancora chiara la partecipazione di Gianroberto Casaleggio, consulente per la comunicazione del M5S. Secondo fonti interne ai Cinque Stelle: «Casaleggio andrà da Napolitano». Il tutto mentre nella giornata di martedì erano circolate voci su un cambio di decisione dovuto a un'improvvisa febbre. Insomma, rimane il dubbio. Così come rimane il dubbio che la presenza di Casaleggio all'incontro con il presidente della Repubblica possa sollevare polemiche sul suo ruolo. Casaleggio infatti non solo non ha partecipato alla competizione elettorale, come del resto Grillo. Ma negli ultimi mesi - a parte due eccezioni, durante il comizio finale a piazza San Giovanni e durante la seconda riunione dei neoeletti - è sempre rimasto nell'ombra. Infine - come indicato dallo statuto - non ha alcun ruolo ufficiale nel M5S.

corriere.it






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