ANNO 16 n° 272
Nuovo appalto rifiuti, Chiara Frontini: “Stesso costo, minori servizi”
11 milioni annui ma nel capitolato non si fa riferimento a bagni pubblici, caditoie e sfalcio erba
06/09/2018 - 16:21

di Annamaria Lupi

VITERBO – Domani è il giorno del consiglio comunale straordinario sui rifiuti. Questione complessa da anni al centro di lamentazioni varie da parte dei cittadini che, nonostante un servizio inadeguato, hanno dovuto fare i conti con l'aumento del 15% della Tari voluto dall'amministrazione Michelini. Amministrazione che ha dettato anche le linee guida per il nuovo bando. E proprio su quanto contenuto nel capitolato del nuovo appalto Chiara Frontini, leader di Viterbo 2020, accende i riflettori in vista dell'assise di domani.

“Diverse le criticità rilevate nella documentazione, trasmessaci lo scorso 30 agosto, che ricalcano quelle del vecchio appalto come se i cinque anni passati non ci avessero insegnato nulla” rimarca. Poi prima di passare agli aspetti prettamente tecnici si appella al sindaco Arena per evitare che si verifichi un problema di opportunità. “Abbiamo letto che l'ingegnere Dello Vicario tornerà come dirigente in Comune. Vista e considerata la situazione giudiziaria in atto sarebbe opportuno che il rientro avvenisse una volta espletato il bando”.

11 milioni il costo annuo del servizio per un contratto della durata di sei anni: totale 66 milioni.

Durata su cui solleva perplessità la Frontini. “Sei anni secondo noi sono un'eternità. Chiediamo che si ragioni su quattro anni più due, la premialità per l'azienda dovrebbe risiedere nell'allungamento del contratto”.

A livello tecnico, tra le criticità rilevate nella documentazione da Maria Chiara Brenciaglia e da Patrizia Notaristefano: il progetto si basa su dati che fanno riferimento alla tariffazione Istat 2010 e al censimento Istat 2011; non si prevede un'informazione adeguata per evitare passaggi extra per conferimenti irregolari (passaggi che verrebbero pagati alla società aggiudicataria come servizi aggiuntivi e pertanto con aggravio di costi per il Comune ndr.); nel capitolato non compaiono servizi quali i bagni pubblici, manutenzione caditoie, sfalcio delle erbe (che dovrebbero quindi essere affidati ad altri spendendo altro denaro pubblico); nel progetto si parla di indifferenziata invece che di raccolta porta a porta con riferimento diretto a Ecologia Viterbo presso cui la ditta aggiudicataria sarebbe obbligata a conferire “ma – evidenzia la Brenciaglia – con l'estensione del porta a porta anche nella zona C il conferimento del Tmb dovrebbe ridursi a livelli pari allo zero quindi con abbattimento dei costi. Inoltre non è specificato quale trattamento verrebbe eseguito a Casale Bussi”. “Sarebbe più opportuno – rileva la Frontini – che la società aggiudicataria possa scegliere l'impianto dove conferire sarebbe più conveniente”.

Il gruppo di Viterbo 2020, inoltre, sottolinea come all'interno delle premialità si preveda che “in caso di rispetto da parte della ditta appaltatrice degli obiettivi di raccolta differenziata gli oneri di smaltimento per l'indifferenziata saranno interamente a carico del Comune e che i costi aggiuntivi, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, saranno per il 50% a carico dell'amministrazione comunale”.

Premialità per la società ma nessun beneficio per i cittadini, il cui contributo per raggiungere gli obiettivi non può essere sottovalutato.

La proprietà dei rifiuti, altro tema su cui Frontini e Co. invitano il Comune a riflettere. Nel progetto la delega alla stipula di convenzioni con piattaforme e consorzi di filiera, e relativo incasso dei ricavi, sarebbe lasciata alla ditta che si aggiudicherà l'appalto. Se invece provvedesse direttamente l'amministrazione a stilare tali convenzioni le somme sarebbe introitate nelle casse comunali.

Focus anche sulle penalità per disservizi. “A volte – fanno notare – per la ditta è più conveniente pagare le penalità che svolgere il servizio. Inoltre non vengono considerati i rifiuti pericolosi. La Viterbo Ambiente non aveva l'autorizzazione e ogni volta il Comune doveva, tramite gara, affidare lo smaltimento a società esterne con ulteriore aggravio dei costi”.

Altra questione che il gruppo della Frontini vuole affrontare è quello di evitare lo slittamento alla settimana successiva qualora la data di raccolta coincida con festività intrasettimanali.

Oltre a far presente tutto ciò, Viterbo 2020 domani in consiglio chiederà chiarimenti sulle modalità di controllo, sui tempi per il raggiungimento dell'obiettivo del 65% di raccolta differenziata e sul numero degli interventi su discariche abusive previsti annualmente.






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