ANNO 16 n° 164
Nuovi treni ma viaggi pił lunghi per i pendolari
Il paradosso dei convogli acquistati con soldi pubblici che rischiano di essere esclusi dalla linea pił veloce
Serena
13/06/2026 - 07:05
di Serena D'Ascanio

ORTE - I nuovi treni sono in arrivo, ma invece di accorciare le distanze rischiano di allungare i tempi di viaggio. È questo il paradosso che preoccupa i Comitati dei Pendolari di Orte e della Teverina, pronti a dare battaglia per difendere il diritto alla mobilità di migliaia di lavoratori e studenti.

Il problema nasce da una recente decisione dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti (la Deliberazione ART 49/2026). Per ottimizzare il traffico ferroviario, le nuove regole stabiliscono che sulla Linea Direttissima potranno viaggiare solo i treni passeggeri capaci di raggiungere una velocità di almeno 250 km/h. Un limite pensato per l'Alta Velocità, che rischia però di tagliare fuori i treni regionali veloci utilizzati ogni giorno da chi viaggia per studio o lavoro.

A far scattare l'allarme sono state le dichiarazioni dell'assessore ai trasporti della Regione Umbria. I nuovi treni ETR, acquistati con soldi pubblici e di prossima consegna, avrebbero una velocità massima di soli 200 km/h.

Se le regole attuali non verranno cambiate, a questi nuovi convogli sarà vietato l'accesso alla Linea Direttissima nel tratto strategico tra Orte e Roma Tiburtina.

Le conseguenze pratiche per la vita dei pendolari sarebbero pesantissime. Senza l'accesso alla linea veloce, i treni dovranno essere spostati sulla Linea Convenzionale (quella lenta), con un aumento dei tempi di percorrenza stimato in circa 30 o 35 minuti a tratta. In pratica, il tempo di viaggio attuale verrebbe raddoppiato.

I cittadini si pongono una domanda logica: che senso ha spendere il denaro pubblico per comprare treni moderni se poi questi sono costretti a viaggiare sulla linea lenta a velocità ridotte?

Già in passato, nel 2024, una situazione simile era stata risolta con una modifica delle regole. Per questo i Comitati Orte e Teverina chiedono un intervento immediato per modificare la delibera e garantire che i nuovi treni possano utilizzare la Direttissima.

La richiesta di rassicurazioni è netta: in caso di mancata risposta, i pendolari si dicono pronti a mettere in campo ogni azione necessaria per difendere il proprio diritto a trasporti dignitosi e veloci.






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