ANNO 16 n° 272
Nuove imprese, sempre pił stranieri alla guida
In dieci anni nella Tuscia le aziende a conduzione straniera sono aumentate di 760 unitą, in calo quelle italiane
Alessandra
09/11/2024 - 04:28
di Alessandra Sorge

VITERBO - Bazar, botteghe rionali, negozi di alimentari, ma anche bar e ristoranti. Sono sempre di più le attività commerciali avviate da lavoratori stranieri. Una nuova forma di imprenditorialità che da dieci anni a questa parte sta seguendo un trend costantemente in ascesa. A dichiararlo è l'ultima indagine della Cgia di Mestre.

'Negli ultimi 10 anni - specifica l'associazione mestrina - le imprese attive guidate da titolari nati all’estero sono aumentate del 29,5 per cento (in valore assoluto pari a +133.734), mentre quelle in cui a capo c’è un italiano sono scese del 4,7 per cento (-222.241). Delle 5.097.617 aziende attive presenti in Italia ben 586.584 (pari all’11,5 per cento del totale nazionale) sono a conduzione straniera, maggiormente da paesi di provenienza come Romania e Cina. Capita sempre più spesso, infatti, passeggiando per le vie della città, di imbattersi in negozi per la casa e la cura della persona gestiti da asiatici, oppure di constatare che nel settore edile molte ditte sono guidate da imprenditori romeni.

In riferimento alla nazionalità, oltre a cinesi e romeni, emergono anche marocchini e albanesi. Rispetto a 10 anni fa, la percentuale di crescita più sostenuta ha interessato i moldavi con un +127 per cento. Seguono i pakistani con +107 per cento e gli ucraini con il +91 per cento. 

E la Tuscia?

Negli ultimi 10 anni, nella provincia di Viterbo, il numero di imprenditori immigrati è salito del 29,3%, passando dalle 2592 unità nel 2023 alle 3352 del 2023. Nel periodo di riferimento, le aziende a conduzione straniera sono aumentate di 760 unità, mentre quelle italiane sono diminuite di ben 2521 unità, per un totale di 1802 cessazioni di attività al netto delle 41 aziende 'non classificate'. Un dato che fa sicuramente riflettere: man mano le imprese straniere stanno rimpiazzando quelle autoctone.

Secondo la Cgia i fattori che hanno contribuito a questa impennata di nuovi imprenditori stranieri sono diversi e di diversa natura. Primo tra tutti il fattore 'demografico', come pure i problemi legati ai vincoli burocratici e alle spese fisse che tra tasse, caro-bollette e costo degli affitti spingono i potenziali imprenditori italiani a vivere un senso di perenne precarietà, facendoli infine desistere

Le sedi di imprese “straniere” per settore economico in Italia

I settori più appetibili sono quelli legati al commercio, in cui si è passati dalle 170.318 attività nel 2013 alle 194.893 nel 2023 (+14,4%); secondo quello delle costruzioni con 121.986 unità nel 2013 e 156.038 nel 2023 (+27,9%), terzo quello della ristorazione: 32.724 attività nel 2013 e 50.210 nel 2023 (+53,4%). In termini assoluti, l'impennata maggiore in termini percentuali si è ravvisata nel settore generico dei servizi (lavanderia, parrucchieri, estetiste, centri benessere, riparazione di computer ecc) in cui si è passati dalle 14.960 unità nel 2013 alle 30.032 nel 2023 con un +100,7%.






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