


VITERBO – Nasce come presidio territoriale e oggi si presta a diventare un luogo dove custodire cultura, bellezza e arte. Il castello alle porte della città di Viterbo, la Rocca Albornoz, torna ad aprire le sue porte non solo ai turisti ma soprattutto ai cittadini, e lo fa, con una veste nuova.

È stato infatti presentato il partenariato speciale pubblico-privato che vede la Rocca Albornoz collaborare con l’ATS Albornoz, con Archeoares capofila del progetto. Come spiegato dalla dottoressa Elisabetta Spungio, questo partenariato è unico nel suo genere poiché fa coesistere una gestione pubblica con il supporto dei privati. Lo strumento serve infatti a semplificare le procedure e ad aprire collaborazioni con soggetti privati e realtà del terzo settore.

Come è nato questo partenariato?
Ad illustrare il percorso che ha portato a questo risultato è stata Sara De Angelis, direttrice del museo. Tutto è iniziato con un avviso pubblico nel dicembre 2023, con l’obiettivo di individuare un progetto di valorizzazione articolato su cinque punti: attività educative e di mediazione culturale per il pubblico, programmazione di manifestazioni culturali, mostre ed eventi anche in dialogo con l’arte contemporanea, ideazione di attività legate al cinema, creazione di una rete con le altre realtà culturali del territorio e coinvolgimento attivo della cittadinanza.
Alla fine, sono pervenute tre candidature e ad aggiudicarsi il progetto è stata l’ATS con capofila Archeoares.
Cosa prevede questa collaborazione?
A presentare il programma dell’ATS Albornoz è stato Francesco Aliberti, amministratore di Archeoares. L’associazione riunisce diverse realtà del territorio, come Cineclub del Genio, Tuscia film festival, Medioera, Abstract, Man for Art e il Festival Alessandro Stradella.

L’obiettivo è quello di migliorare quantitativamente e qualitativamente l’offerta culturale, ampliando i servizi e creando esperienze interattive a cui possano partecipare sia turisti che cittadini, dando nuovo lustro al polo museale della Rocca Albornoz.
La scommessa è quindi quella di passare da una gestione frammentata a una programmazione condivisa tra pubblico e privato, capace di valorizzare le competenze e le esperienze di entrambe le parti. Per questo è stato costituito anche un tavolo tecnico che opererà per garantire efficacia e responsabilità pubblica, con l’obiettivo di costruire un calendario culturale ricco, accessibile e aperto a tutti.