ANNO 16 n° 275
Nuova parabola del Vittorio nazionale: da Sutri ad Arpino passando per Viterbo
E sulla candidatura a capitale europea della cultura lancia la cittadina del frusinate 'dimenticando' la Cittą dei Papi
21/05/2023 - 02:57

di Giovanni Masotti

Un terremoto, un castigo di Dio, un onnipresente prezzemolino sempre pronto a vestire i panni del protagonista assoluto. Vittorio Sgarbi, che - quando vuole - è anche simpatico, continua ogni giorno a percorrere freneticamente in lungo e in largo la penisola per onorare i suoi molteplici incarichi istituzionali e professionali - attualmente dieci! - e non si ferma davanti a niente, incurante delle critiche che gli piovono addosso da parte di chi lo bolla come un bulimico collezionista di medaglie e medagliette, che nel suo ininterrotto agire ha perso ormai il senso del limite e l' etica della coerenza a forza di saltellare di qua e di là, sempre pronto a glorificare se stesso e a ricoprire di taglienti improperi i suoi avversari del momento.

L' ultima baruffa, l' ultima gimkana lungo la quale si è avventurato ha come teatro l' improbabile asse che lo ha portato da sindaco uscente della fascinosa Sutri a nuovo sindaco della ciceroniana Arpino, cittadina del frusinate onusta di storia. Che cosa ha combinato stavolta il Vittorio nazionale, notoriamente poco riconoscente nei confronti di chi pure gli ha riservato fino a un attimo prima onori e gloria?

Appena messo in fuga da quel gioiello che si chiama Sutri, dove Fratelli d' Italia e Forza Italia gli hanno preferito per vestire la fascia tricolore il giovane e tosto Matteo Amori, poi vittorioso, il nostro sottosegretario alla Cultura, nonché assessore alla Bellezza di Viterbo, nonché consigliere regionale lombardo, nonché prosindaco di Urbino, nonché altre mille gioiosi fardelli, per evitare di entrare in rotta di collisione con la Giorgia nazionale ha riparato come un razzo sulla più tranquilla Arpino e, forte della sua imperitura fama e della frettolosa partecipazione a un pugno di eventi nella antica e sempliciotta cittadina a due passi da Frosinone, ha fatto saltare il banco e ha stravinto la corsa a sindaco suturando la ferita che gli aveva procurato la 'cacciata' da Sutri.

Lui, imperturbabile e dimentico del recente e sfumato amore, ha subito cominciato ad esternare fulmini e saette e a predire un fosco e squallido futuro per il bellissimo paese su cui aveva regnato con irrequietezza per cinque anni. Irreparabile pollice verso per l' etrusca Sutri, sperticate lodi per avvalorare la scelta della latina Arpino, improvvisamente da lui destinata a gareggiare per l' augusto titolo di capitale della cultura europea 2025. In molti sono sobbalzati sulla sedia, a partire dalla giovane e volonterosa sindaca di Viterbo Chiara Frontini.

E già, perché - appena pochi mesi fa - il Vittorio nazionale aveva lanciato alla grande la candidatura della Città dei Papi affiancando l' amministrazione comunale nel perseguire il prestigioso primato continentale. E allora? Tutto dimenticato, tutto dietro le spalle, errata corrige? Sembrerebbe proprio di sì. Dimenticare Viterbo come se niente fosse, sollevare nell' Olimpo della cultura e dell' arte la più periferica Arpino? E tutto quello che è stato detto e fatto fino adesso? Abbiamo scherzato. Il vate ha cambiato opinione. Ma chissà quali altre acrobatiche sorprese ci riserverà nei prossimi mesi. Con lui 'mai dire mai'.






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