ANNO 16 n° 272
Nove sindaci scrivono a Zingaretti: ''L'ospedale di Ronciglione va riaperto''
Intanto la petizione ha raggiunto le 9mila firme. Il Comitato: ''Una giusta causa per il bene comune''
05/02/2021 - 06:58

RONCIGLIONE - Nove sindaci della Tuscia hanno scritto una lettera indirizzata al presidente della Regione per chiedere la riapertura dell’ospedale Sant'Anna e del suo Pronto Soccorso. Sono Teresa Pasquali (Vejano), Sandro Giglietti (Monterosi), Franco Vita (Nepi), Vincenzo Girolami (Castel Sant’Elia), Federico Grattarola (Vignanello), Antonio Porri (Vasanello), Agostino Gasbarri (Carbognano), Rinaldo Marchesi (Barbarano Romano) e Fabio Latini (Villa San Giovanni in Tuscia). A darne notizia è il comitato ''Amici del Sant’Anna'', che sottolinea: ''Siamo convinti che altri sindaci coscienziosi sono pronti a supportare questa giusta causa per il bene comune, al di sopra dei colori politici''. 

Un fronte sempre più ampio e quello a sostegno del nosocomio più a sud della provincia. Da segnalare anche una petizione popolare che ''nonostante le varie limitazioni dovute all’emergenza Covid-19, è stata già sottoscritta da 9000 cittadini'' e ''l’interesse di tre consiglieri regionali, Pirozzi, Blasi e Palozzi che hanno presentato tre rispettive interrogazioni al presidente Zingaretti e all’assessore alla Sanità D’Amato''. 

Il Comitato da anni si sta adoperando per far capire alla Asl di Viterbo e alla Regione Lazio che è stato ed è un errore depotenziare un ospedale territoriale e periferico così importante ed utile come il Sant’ Anna di Ronciglione ''soprattutto per la sua posizione strategica, situato su una direttrice fondamentale come la Cassia Cimina e a servizio di circa 70mila abitanti, suddivisi in 13 comuni, che oggi sono costretti ad impiegare tra i 20 e i 40 minuti per raggiungere Belcolle. I tempi di intervento sono fondamentali per gestire l’emergenza-urgenza in maniera puntuale e repentina. E’ noto a tutti che i paesi della Bassa Tuscia insistono in un territorio morfologicamente e geograficamente disagiato per via dei Monti Cimini che - di fatto - dividono la provincia di Viterbo sud con l’Ospedale di Belcolle''. La pandemia ha complicato ulteriormente la situazione: ''Ha messo in luce diverse criticità e lacune del nostro sistema sanitario a discapito dei cittadini. Ci siamo resi conto quanto sia importante avere strutture periferiche di aiuto e supporto agli ospedali generali di capoluogo''.

''Questa non è più solo una richiesta di un piccolo comitato di coraggiosi ma è diventata una volontà unanime, congiunta e apolitica di una comunità intera composta da cittadini, sindaci ed amministratori, politici provinciali e regionali che compatti si schierano a favore della riapertura dell’ospedale Sant’Anna di Ronciglione nell’interesse di tutti e per il bene del territorio della Tuscia. Ribadiamo che sono necessari presso il nosocomio ronciglionese alcuni servizi fondamentali come: un pronto soccorso, un reparto di medicina ed uno di ematologia, un laboratorio analisi, radiografia e ambulatori specialistici. Tuteliamo con forza il diritto alla salute e uniti auspichiamo ad una sanità più territoriale e più vicina ai cittadini, riaprendo gli ospedali periferici come il Sant’Anna e decongestionando i grandi presidi ospedalieri come il Belcolle che devono diventare un’eccellenza. Ci appelliamo anche alle coscienze degli organi sanitari provinciali come la Asl di Viterbo affinché diano seguito a questa richiesta unitaria per far fronte comune non solo alla pandemia di oggi ma anche all’assistenza sanitaria di domani''.






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