ANNO 16 n° 272
''Non č facile riqualificare il centro storico dopo 100 anni di errori''
Saggini (Unindustria) critico con l'ex amministrazione: ''Abbiamo quasi gioito all'arrivo del commissario''
28/03/2022 - 06:49

VITERBO - (MDL) ''Noi imprenditori abbiamo quasi gioito per la presenza del commissario a Viterbo. E questa è una cosa gravissima perché significa non abbiamo avuto fiducia nell'amministrazione. Abbiamo visto una litigiosità che ha portato un contrasto e quindi una politica poco attiva e se siamo qui, siamo qui per ricostruire. Gli imprenditori non giudicano le persone ma il bene o in male dei provvedimenti''.

Sergio Saggini, presidente di Unindustria di Viterbo, si è tolto ieri qualche sassolino dalle scarpe parlando di aree industriali, centro storico, parcheggio. Intervenendo al convegno di Fondazione, non ha nascosto le critiche all'amministrazione comunale passata ma ha anche indicato qualche strade che potrebbero essere percorse.

''Abbiamo davanti a noi una città che non soddisfa in alcun settore - ha detto - c'è una latitanza di una buona amministrazione. C'è bisogno quindi di nuova politica. Non comprendiamo questi scontri continui anche adesso. E questo agli occhi dei cittadini è negativo. Mi auguro che incontri come questo, grazie alla lungiminranza di certi politici che si confrontano, siano produttivi''.

Aree industriali - Scendendo nel dettaglio delle questioni, il presidente di Unindustria Viterbo ha affrontato la questione del Poggino. ''Se viene un fornitore da fuori - ha detto - prima buca le ruote dell'auto, poi trova un posto dove non ci sono fogne e non c'è fibra ottica, che per la verità viene installata in questo periodo. Abbiamo bisogno di aree industriali non abbandonate  a se stesse, senza un filo di verde e senza parcheggi. Una grande opportunità che la nuova amministrazione dovrà saper cogliere è l'ingresso nel corsorzio industriale unico del Lazio che dovrebbe, se i Comuni accettano di entrare, prendere in carico le aree industriali di tutta della regione. E la Regione finanzierà questo consorzio per arrivare a gestire queste zone''.

Centro storico - ''Se il centro storico è abbandonato e ci sono quartieri con un'alta percentuale di stranieri non è colpa dell'amministrazione comunale - ha detto Saggini - ma del fatto che ci sono abitazioni private che non vengono ristrutturate in alcun modo da 100 anni. Dopo 50-60 anni un immobile ha bisogno di riqualificazione. Queste case hanno poco appeal perché sono ridotte male. Se poi lì arriva lo spaccio, questo è una conseguenza. La responsabilità del Comune, invece, è di essere andati via dal centro. Bisogna riportare gli uffici in centro perché obbligando i cittadini a tornare in centro, e poi si fermano e magari consumano pure. Non è così facile riqualificare il centro dopo 100 anni di errori privati e pubblici''.

Chiusura del centro storico - Saggini non disdegna l'idea di chiudere il centro storico ma a certe condizioni. ''Se ho navette e parcheggi - ha spiegato - anche i commercianti traggono beneficio. Se chiudi dal giorno alla notte senza creare infrastrutture, i commercianti soffrono''.

Parcheggi - Il presidente di Unindustria ha ricordato lo strumento del project financing per la realizzazione dei parcheggi. ''Se fino ad oggi - ha detto - sono state bocciate tutte le proposte dei privati allora perché il Comune non propone? Il Comune dace quali sono le regole. L'imprenditore  a quel punto decide se ci va o non ci va''.

Rifiuti - Sulla questione rifiuti, Saggini opta per il male minore. ''Se dobbiamo gestire i rifiuti qualche controparte negativa la dobbiamo accettare - ha detto - Se tagliamo gli alberi perchè cadono, li dobbiamo tagliare. E' facile scrivere tutti contro tutto, ma le proposte concrete?''.

L'ultimo affondo sui dirigenti.

''Come imprenditori - ha aggiunto Sergio Saggini - abbiamo problemi d'interlocuzione con gli amministatori. Mentre c'è un atteggiamento di apertura da parte di tutte le parti politiche, c'è  una grande chiusura da parte amministrativa e dirigenziale. Se il politico fissa la via, il dirigente deve trovare le forme di legge consentite per poterle fare. Se il dirigente ha paura, non può fare il dirigente. Ognuno, infatti, è pagato per le responsabilità che ha''.






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