ANNO 16 n° 274
''Non siamo dei buttafuori
e abbiamo un contratto in regola''
Il 25enne accusato di svolgere servizi
di vigilanza senza autorizzazioni si difende
13/08/2012 - 15:36

VITERBO – Non si trattava di “buttafuori” e non erano stati assunti illegalmente. Ad intervenire sulla vicenda che lo scorso 6 agosto ha portato alla denuncia di quattro ragazzi di Tarquinia per aver svolto servizi di sicurezza e vigilanza senza la qualifica di “guardia particolare giurata”, è Daniele Limoli, il 25enne tarquiniese accusato di essere stato il gestore della presunta attività illecita.

“Vorrei precisare che a tutt’oggi non risulta nulla contro di me alla Procura della Repubblica – afferma Limoli -, inoltre vorrei ribadire che le attività che svolgiamo sono perfettamente lecite e non hanno nulla a che vedere con l’attività vigilanza sulle cose mobili o immobili dei commercianti o con le investigazioni, per le quali occorre l’autorizzazione di Polizia di Stato. Noi svolgiamo solo attività che non necessita di alcuna autorizzazione e che è prevista in un contratto scritto che è stato stipulato con l’associazione dei commercianti del Lido, perfettamente consapevoli di ogni cosa”.

“Vogliamo solo lavorare ed intendiamo portare avanti i nostri impegni, rispettando fino in fondo il contratto che abbiamo concluso” aggiunge Limoli.

“E’ una vicenda emblematica – commenta l’avvocato del 25enne, Antonello Marcocci - . Un gruppo di giovani ragazzi, anziché darsi all’alcol o alla droga, oppure delinquere in altro modo, organizza un lavoro che non ha nulla a che fare con l’attività di buttafuori, e viene accusato di fare qualcosa di illecito. Esaminando i documenti contrattuali, non emerge nulla di irregolare”.

“E’ lecito il sospetto che certe iniziative siano viste come pericolose, benché senza motivo, da chi esercita in certi settori posizioni di dominio ma è chiaro che Limoli si sente in regola e nel giusto – ha concluso il legale -. Ogni tentativo di condizionamento o di arrecare danno all’immagine, da chiunque provenga, sarà immediatamente denunciato alla magistratura”.

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