

VITERBO - ''Con Totti ci siamo incontrati e scontrati sul campo, a volte ci sono state dichiarazioni forti da parte sua ma non si può nascondere che ha regalato qualcosa di unico con la maglia della Roma e della Nazionale: non si può non dire grazie a una leggenda come Francesco Totti''.
Così Leonardo Bonucci, ai microfoni di Tiki Taka News, commenta l'addio al calcio del capitano della Roma. Nel corso della trasmissione di Pierluigi Pardo, andata in onda ieri alle 19 su Italia 1, il viterbese ha parlato anche del grande appuntamento, oramai vicinissimo, con la finale di Champions League a Cardiff.
''Dormire? Quando si corre dietro al pallone in campo e anche a casa insieme ai propri figli è facile essere cotti la sera. Siamo entrati nella settimana più bella, comunque non va dimenticato che stiamo parlando sempre di una partita di calcio che si gioca undici contro undici. Con la consapevolezza di avere alle spalle Buffon, il migliore al mondo, ti puoi sentire un po' più tranquillo. Non sarà solo una sfida tra le due Bbc, ma tra due grandissime squadre, dagli 11 a quelli che siederenno panchina, che vorranno portare a casa la coppa entrambe. Abbiamo la fortuna di avere fatto un grande gruppo quest'anno, pronto a dare battaglia al Real Madrid''.
C'è spazio anche per il campionato appena terminato che ha visto la sua Juventus laurearsi per la sesta volta consecutiva campione d'Italia.
''È stato un anno entusiasmante grazie a Roma e Napoli che non hanno mollato fino alla fine, giocare a due giornate dalla fine con un solo punto di vantaggio, quando sembrava che la Juventus dovesse vincere lo Scudetto a dicembre, non è stato facile. Abbiamo tenuto alta la concentrazione per merito loro e questo ci ha permesso di tenere alta l’adrenalina anche per la Champions. Faccio i complimenti al Napoli per il gioco espresso e per i record che ha ottenuto, così come alla Roma che si è giocata tutto fino alla fine. Noi siamo stati di un livello superiore ma sicuramente il prossimo anno ci sarà da lottare ancora di più''.
Non solo calcio. Si parla anche della famiglia di Leo, in particolare del piccolo Lorenzo, tifosissimo del Toro.
''Sono un papà come tanti altri, cerco di dare i giusti insegnamenti ai miei figli lasciandoli crescere nel modo migliore e spero di riuscire in questo lavoro faticoso e difficile. Loro sono liberi di fare quello che vogliono, sempre rispettando le regole che dettiamo io e mia moglie. Lorenzo è nato juventino, poi è diventato granata, ma non gli ho mai detto 'no non devi farlo': se la maglia del Torino addosso lo rende felice ben venga''.