ANNO 16 n° 275
Non paga la droga
e gli incendiano casa
Arrestati gli autori del rogo di Oriolo Romano del 6 settembre scorso
12/11/2013 - 13:10

VITERBO (fla.lud) – Palazzina incendiata a Oriolo Romano, arrestati gli autori del delitto. Dopo due mesi di indagini serrate da parte dei carabinieri della Compagnia di Ronciglione, guidati dal capitano Carlo Scotti, e i militari di Oriolo, si è conclusa con due arresti e una denuncia l'operazione denominata Grisù. Sono stati infatti individuati e arrestati con l’accusa di incendio doloso in concorso F.M.J., pluripregiudicato di 18 anni, e B.A., pensionato di 64, entrambi di Bracciano. Il movente dell’incendio sarebbe connesso a un debito di droga che il proprietario dell’appartamento incendiato, R.A., 36enne pregiudicato di Oriolo, avrebbe dovuto saldare al 18enne per una partita di cocaina che, tra l’altro, a detta del 36enne, non è mai stata consegnata. Il debito consisteva in una somma ingente di denaro lievitata a dismisura nel corso del tempo. Per questo motivo, F.M.J., oltre al reato di incendio doloso in concorso, dovrà rispondere anche di traffico di stupefacenti, usura ed estorsione aggravata e continuata. R.A., invece, è stato denunciato a piede libero perchè reo confesso di due scippi avvenuti sempre per pagare la droga al 18enne.

I fatti risalgono al 6 settembre scorso quando è scoppiato un vasto incendio in una palazzina di tre piani in via Sant’Anna, proprio al centro di Oriolo Romano. Dopo diverse ore e l’impiego di numerose squadre di vigili del fuoco, le fiamme, che nel frattempo avevano devastato sei appartamenti, sono state domate. ''Un incendio di grosse proporzioni che ha destato anche un forte allarme sociale – ha spiegato questa mattina il capitano Scotti nel corso di una conferenza stampa. Oltre al danno, si parla di 500mila euro circa, l’edificio è stato dichiarato inagibile provocando non pochi problemi alle famiglie che ci abitavano''.

Dopo due mesi di indagini, pedinamenti e controlli, ma soprattutto grazie alle testimonianze raccolte, i carabinieri sono riusciti a risalire agli autori materiali. L’innesco dell’incendio, invece, non è ancora stato rinvenuto ma sono state trovate all’interno dell’appartamento di R.A., quello nel mirino dei due delinquenti, tracce di liquido infiammabile.

Casa incendiata come punizione da far scontare a R.A. insomma perché non aveva onorato il debito di droga. Quest’ultimo, tra l’altro, pur essendo parte offesa dell’incendio, è stato deferito all’Autorità giudiziaria di Civitavecchia. Si è infatti autodenunciato per due scippi, uno tentato e uno consumato, ai danni di due donne anziane di Bracciano avvenuti qualche giorno prima dell’incendio. Sempre per pagare la droga a F.M.J, infatti, R.A. si è autoaccusato di esser stato costretto a compiere con il 18enne gli scippi, finalizzati sempre al pagamento della cocaina. Parte della refurtiva è stata poi recuperata dai carabinieri. Si tratta di una catena d’oro del valore di 500 euro che era già stata rivenduta a un Compro Oro della zona.

Gli arrestati, il 18 enne e il 64enne che lo ha aiutato a mettere a segno l’incendio, si trovano ora presso il carcere di Civitavecchia in attesa dell’interrogatorio di garanzia che avverrà nei prossimi giorni. “Preziosissima la collaborazione con l’Autorità giudiziaria di Civitavecchia – ha aggiunto il capitano Scotti a margine della conferenza – che si è resa da subito disponibile e operativa nel consegnare alla giustizia i due delinquenti”.

 

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