

VITERBO – (b.b.) Una seconda vita che inizierà dai libri di testo e dai corridoi di una biblioteca. Nello specifico, quella del Centro Studi Criminologici di Viterbo, in cui Rudy Guede, da ieri in stato di semilibertà, lavorerà come archivista e bibliotecario.
E per il giovane ivoriano, condannato nel 2010 a 16 anni per l’omicidio in concorso di Meredith Kercher, quella dei libri sarebbe una vera e propria passione, nata e coltivata all’interno della sua cella nel carcere di Mammagialla.
''Una stanza di tre metri per due, in cui ha trascorso 12 anni della sua esistenza, studiando e formandosi professionalmente. Non ho alcuna certezza dell’innocenza di Rudy Guede, ma troppi dubbi sulla sua innocenza''. Commenta a caldo il professor Claudio Mariani, direttore dell’area Criminologia del CSC, che non ha dubbi sull’enorme potenziale del giovane. ''In 10 anni lo abbiamo visto crescere e maturare – spiega il professore - ha conseguito un diploma, poi una laurea in Scienze Storiche con 110 e lode e ora ho concluso gli esami in Storia e Società. Tutti traguardi importanti per un ragazzo dalle potenzialità straordinarie, che anche in carcere ha mantenuto sempre un atteggiamento virtuoso’’. Tanto da beneficiare in passato di permessi per seguire dei tirocini didattici presso il centro e ora del regime di semilibertà, così come stabilito dal tribunale di Roma, che ha rigettato il suo affidamento ai servizi sociali ‘’per un graduale reinserimento all’interno del tessuto sociale e lavorativo''.
''Ancora non è dato sapere quale sarà il programma della sua giornata – prosegue il professore – a che ora ad esempio arriverà al centro e quando dovrà tornare all’interno del carcere la sera''.
Ma con ogni probabilità, Guede, che in carcere ha conseguito il titolo di archivista, si occuperà della biblioteca, aiutando chiunque ne avesse bisogno in ricerche ed approfondimenti, anche grazie alle sue enormi doti da internauta.