ANNO 16 n° 272
Non c'č pace a Mammagialla. Un altro poliziotto aggredito da un detenuto
Cinque casi di violenza in dieci giorni. Il Sappe: ''Un bollettino di guerra, situazione allo sbando''
03/07/2023 - 06:56

di Giovanni Masotti

VITERBO - Cronache di ordinaria follia, che accomunano - in un certo senso - l' esterno con l' interno e costituiscono materia di preoccupazione per i cittadini e le istituzioni. Ma che sta succedendo a Viterbo e provincia da un po' di tempo a questa parte? Violenze e pericoli che aumentano fuori, nelle strade (ma qui la reazione c'è e le forze dell' ordine si danno un gran daffare). Violenze che si impennano all' interno dell' infernale casa circondariale di Mammagialla. E qui, invece, la situazione è incontrollabile, gravissima, disperante.

Ogni giorno - o quasi - un bollettino di guerra. Ogni volta la protesta forte dei sindacati delle guardie carcerarie, che non si sentono affatto tutelate e, a ogni misfatto che viene consumato dentro le mura, alzano la voce con il Ministero della Giustizia e con il Dap, il dipartimento dell' amministrazione penitenziaria, proclamano lo stato di agitazione, manifestano, si riuniscono, gridano il loro malessere nelle forme legittimamente consentite.

Puntualmente, dopo qualche buona intenzione dichiarata per mettersi il cuore in pace, chi di dovere si ferma e passa oltre. E il malessere nel carcere viterbese di massima sicurezza cresce a livello esponenziale. Gli ultimi aggiornamenti resi noti dal Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria, sono impressionanti. In appena dieci giorni cinque aggressioni ad agenti di custodia (come si chiamavano una volta), comprese due poliziotte picchiate da una detenuta malata psichiatrica grave.

L' ultimo episodio tre giorni fa, un recluso problematico che ha tentato di strangolare una guardia nel cosiddetto reparto 'protetto' perché gli era stata negata una telefonata. E le cose continuano a scivolare via come se niente fosse, come se fosse 'normale' quello che avviene tra una stretta cella e un tetro corridoio. Nessuna misura per dare un colpo al sovraffollamento che soffoca il penitenziario. Nessun aumento di personale per consentire un lavoro più umano e turni meno massacranti. E si continuano a trasferire a Mammagialla detenuti infermi di mente o socialmente pericolosi che dovrebbero essere viceversa collocati nelle sottoutilizzate Rems, residenze specializzate per l' esecuzione delle misure di sicurezza. I commenti degli esponenti del Sappe sono durissimi.

Esasperazione e mancanza di prospettive per il futuro. Mammagialla, un carcere allo sbando. Continuare così è impossibile. Non solo per la sicurezza dei poliziotti, ma anche per quella dei reclusi, spesso protagonisti di risse che talvolta sfociano nel fatto di sangue e nell' omicidio. Anche le istituzioni locali dovrebbero esercitare una pressione su quelle nazionali per ottenere un qualche risultato. Per ora è il buio a farla da padrone. Per quanto tempo si potrà andare avanti così?






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