ANNO 16 n° 274
Non chiamiamola solo DaD
Nella fascia d'etą che va da 0 a 6 anni viene definita LEAD, Legami educativi a distanza

VITERBO - I bambini hanno bisogno di fare i bambini fino ai sei anni, dopo impareranno a leggere, scrivere e calcolare per bene, e lo faranno tanto meglio quanto più avranno giocato nella libertà di essere bambini.Ai bambini non serve una ‘adultizzazione’ forzata per dimostrare di saper leggere, scrivere e calcolare a 4 anni. Serve il gioco, serve il movimento, serve lo spazio, l’esplorare all’aria aperta, la scoperta, la manualità. Serve usare la testa.Nidi e scuole sono luoghi di affetti, spazio d’incontri, di gesti di cura, di gioco, di scambi e anche di conflitti. Il tempo nelle scuole e nei nidi è fatto di attività, di routine, scansioni ripetitive e rassicuranti dei diversi momenti della giornata, che strutturano e danno senso alle esperienze dei bambini, di organizzazione di spazi e materiali, di scoperte e di esplorazioni.

 

Abbiamo fatto un grande errore tutti insieme, durante la pandemia.

Abbiamo dimenticato i bambini.

Abbiamo creduto che potessero affrontarla come adulti, pur non essendolo. Abbiamo creduto che potessero affrontarla da soli, pur avendo bisogno degli altri. Abbiamo creduto che tenerli in casa potesse non avere conseguenze. Non è così.

Ne avranno. Potrebbero essere positive o negative, dipende da quello che il bambino ha vissuto come ‘atmosfera emotiva’ nella sua famiglia. Se è stato in armonia con genitori sereni, calmi, molto impegnati ma comunque attenti, allora avrà un buon ricordo di tutto questo, perché forse non ricorderà altri periodi in cui è stato così a lungo con i suoi genitori.

Se al contrario avrà vissuto a contatto con genitori arrabbiati, violenti, eccessivamente rigidi e severi, super stressati, incapaci di ascoltare i suoi bisogni e ignari delle sue emozioni, avrà un cattivo ricordo, probabilmente si starà sentendo più solo e impaurito che mai.

 

Il MIUR ha definito la didattica a distanza nella scuola primaria e secondaria, per la fascia d’età da zero a sei anni , “Legami Educativi a Distanza” (LEAD), perché qui l’aspetto educativo s’intreccia con il legame affettivo e motivazionale.

I bambini da zero a sei anni hanno esigenze del tutto particolari, legate alla corporeità e al movimento: hanno bisogno di muoversi, esplorare, toccare, abbracciare. Hanno bisogno d’interazione con i coetanei, esigenza che si esprime soprattutto in situazioni di gioco, di vicinanza fisica e di contatto, di scambio e condivisione. La relazione tra i bambini e gli adulti è la condizione per conferire senso a una struttura educativa per piccoli, che si caratterizza innanzitutto come esperienza sociale e affettiva. I piccoli poi hanno bisogno di esplorare lo spazio, manipolare materiali, svolgere e fare esperienze concrete. Questi aspetti sono elementi essenziali dell’esperienza di crescita di ogni bambino e vanno salvaguardati .

 

Nonostante i suoi limiti, la LEAD è utile per:

- Rinforzare (o riallacciare) il filo delle relazioni, mantenere o ricostruire quel contatto fatto di emozioni, sguardi, voci, vicinanza, condivisione, complicità, che per il personale educativo, i bambini e le loro famiglie rappresentava il vissuto quotidiano;

- Mantenere vivo il sentimento di appartenenza alla comunità scolastica e la necessità dello stare insieme, del condividere, del sentirsi parte di una comunità;

- Dare continuità all’azione educativa e di portarla nelle case;

- Anche in una situazione di emergenza, fare della scuola un luogo di incontro, partecipazione, attenzione e ascolto;

- Rompere la solitudine, superare la mancanza della relazione con l’educatrice, con la maestra;

- Sperimentare nuove forme d’incontro tra scuola e famiglia.

 

Per mantenere connessioni, collegare tra loro passato, presente, futuro, è opportuno far rivivere nei bambini una memoria positiva dell’esperienza vissuta prima al nido, a scuola, poi a casa, attraverso immagini, racconti, canzoni, oggetti, routine, dialoghi, giochi, narrazioni, stavolta nella ripresa di un rapporto in presenza con i compagni e le educatrici.

 

Non si tratterà allora di costruire tutto dal nuovo, ma di connettere una continuità col nostro passato, le tradizioni del nostro patrimonio pedagogico ma modificato e trasformato.

 

Possiamo riconoscere che, nonostante i suoi limiti , attraverso la LEAD sicuramente educatrici e insegnanti hanno acquisito nuove competenze digitali, stretto relazioni con le famiglie, stabilito relazioni significative, avviato percorsi di formazione. La LEAD potrebbe costituire uno strumento che restituisca il “senso” del lavoro educativo, per la cura e l’educazione dei bambini, valorizzando le buone pratiche che fanno parte del patrimonio educativo e scolastico acquisito di nidi e scuole dell’infanzia.






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