ANNO 16 n° 274
Non autosufficienti: ''Troppo comodo fare a scaricabarile''
Sposetti (Pd) scrive all'assessore regionale Forte (Udc)
11/10/2011 - 13:12

VITERBO - ''Siccome il Governo ha tagliato le risorse a favore del Fondo Nazionale per le politiche sociali. Siccome la Regione Lazio non dispone di risorse adeguate in grado di soddisfare le richieste dei comuni, cari sindaci indignatevi. Indirizzate la richiesta di contributi direttamente al Governo, magari direttamente a Berlusconi, con l’aggiunta di qualche commento polemico''. E' questo l'invito fatto dall'assessore regionale alle politiche sociali Aldo Forte (Udc) ai primi cittadini del Lazio a causa della mancanza di fondi per i piani distrettuali per la non autosufficienza. Invito, però, che non è piaciuto al deputato del Pd Ugo Sposetti, che ha deciso di scrivere all'assessore.

''E' davvero singolare il suo modo di affrontare un tema importante, quanto estremamente delicato, come quello dei non autosufficienti - scrive Sposetti -. Io penso che con questa singolare iniziativa lei è riuscito, in un sol colpo, ad accrescere la preoccupazione, il rancore e la delusione di numerosi operatori sociali e quelle delle famiglie che chiedono ogni giorno risposte e che soprattutto vogliono sapere chi fa cosa''.

''Troppo comodo caro assessore stare al governo della Regione, non riuscire a risolvere i problemi e in più, con questo gioco dello scaricabarile, fare della facile propaganda chiedendo 'sostegno' - continua il deputato -. Lei ha l’onere e l’onore di guidare un importante assessorato. Non confonda le acque, non sovrapponga ruoli e responsabilità''.

''Lei sa meglio di me che non dare un aiuto economico a chi è in condizione di povertà significa ulteriormente degradarlo e spingerlo nella marginalità. Tagliare i centri diurni per le persone con disabilità intellettiva grave significa tenerle chiuse in casa e non consentire loro di imparare a fare qualche lavoro attivando così le loro abilità e costringere le loro famiglie ad una umiliante fatica. Ridurre l’assistenza domiciliare ai malati non autosufficienti significa far impazzire la famiglie e non dare il giusto sollievo alle persone. Abbandonare i servizi psichiatrici come sta avvenendo significa abbandonare progetti di recupero che hanno ottenuto nel corso degli anni risultati straordinari''.

''Sarebbe auspicabile una sua iniziativa capace di individuare obiettivi chiari e  inequivocabili - conclude Sposetti -. Una iniziativa dove si capisca dove si voglia arrivare e soprattutto come si voglia rispondere ai nuovi bisogni e alle nuove complessità sociali ed economiche della nostra provincia''.






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