ANNO 16 n° 274
No riordino province, Pdl regionale:''Giunta ricorra a Corte Costituzionale''
Riunione con gli amministratori
13/09/2012 - 04:00

VITERBO - “Dalla riunione è scaturita la stesura di un ordine del giorno condiviso, con cui i consiglieri del Pdl impegnano la Giunta a promuovere ricorso innanzi la Corte Costituzionale per la declaratoria di incostituzionalità”. 

Ad affermarlo è il capogruppo al Consiglio regionale del Lazio, Francesco Battistoni, in seguito all’incontro che si è svolto ieri l’altro alla Pisana per discutere il riordino delle Province previsto dall’art. 17 del Decreto n. 95 emanato dal Governo Monti il 6 luglio scorso e convertito in legge dalla Legge 7 agosto 2012 n.135. 

“Per la prima volta – ha spiegato Battistoni - insieme al vicepresidente del Consiglio delle autonomie locali, Giancarlo Righini, abbiamo convocato tutti gli amministratori del territorio, che hanno partecipato numerosi, per affrontare la questione.

I criteri adottati dal Governo – ha proseguito Battistoni - non tengono conto dei fattori legati alla peculiarità di ogni provincia italiana, oltre a non individuare alcun elemento di virtuosità, né connesso all’efficienza amministrativa né alla capacità di una virtuosa gestione dei conti pubblici. La deliberazione del Consiglio dei Ministri – ha detto in conclusione il capogruppo del Pdl - appare quindi affetta da vizi di legittimità, violando una pluralità di precetti costituzionali, laddove aggravano significativamente la posizione delle amministrazioni provinciali”. 

All’incontro hanno preso parte numerosi amministratori Pdl del territorio, tra cui il coordinatore della provincia di Roma Francesco Lollobrigida. Per la provincia di Viterbo, in rappresentanza del presidente Marcello Meroi (impegnati in altri impegni istituzionali) era presente l’assessore Francesco Simeone. 

L’ordine del giorno è stato depositato direttamente in Aula ieri mattina, nel corso della seduta del Consiglio regionale.

Intanto, però, spunta anche un’altra ipotesi: quella di puntare a un consolidamento delle quattro Province laziali attraverso un restringimento dei confini della città metropolitana. Qualche Comune, che ricade nell’area romana potrebbe cioè chiedere di “uscire” dalla futura città metropolitana per spostarsi invece in una delle altre Province. Operazione che, grazie all'acquisizione di più abitanti e kmq (i paletti fissati dal Governo sono: almeno 350mila abitanti e una superficie non inferiore ai 2500 kmq), consentirebbe di salvare Latina, Rieti e Viterbo.

Il vivace dibattito, dunque, prosegue mentre le riunioni si susseguono; ma a fare un punto sulla situazione servirà l'assemblea generale dei sindaci e dei presidenti delle Province del Lazio che si terrà il 18 settembre.

Per ora, comunque, “l'orientamento prevalente è quello di non dare un parere e di chiedere alla Regione di ricorrere alla Corte Costituzionale”, così ha spiegato alle agenzie di stampa Fabio Melilli, il presidente del Cal del Lazio.






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