ANNO 16 n° 275
''No all'omofobia, sì ad una società libera''
Al Parco delle Mura di Tarquinia il ritrovo a sostegno del decreto legge del senatore Zan
10/08/2020 - 06:02

TARQUINIA - 'E' stato importante ritrovarsi al parco delle Mura in modo spontaneo, con tante persone unite nel difendere i principi di libertà e civiltà'. A parlare è Arianna Centini, del Movimento civico Tarquinia, che torna sul ritrovo di giovedì scorso a favore del ddl del senatore Zan sull'omotransfobia.

'L’atteggiamento di giovedì scorso - riporta Arianna Centin -, tenuto da molti cittadini che senza invito e senza appuntamento, hanno liberamente deciso di ritrovarsi in loco, è stata una chiara dimostrazione per spazzare via l'odio, l’obiettivo comune nel cercare e nel creare una società più inclusiva, dove nessun individuo venga discriminato. Il ddl del Senatore Zan è una legge che non imbavaglia, che non limita la libertà di espressione, ma che diversamente vuole insegnare ed educare i cittadini nel sapersi esprimere senza insultare e punire chi istiga all'odio'.

'Sfortunatamente, purtroppo, ancora viviamo in un Paese dove ragazzi e ragazze vengono cacciati di casa perché omosessuali, coppie omosessuali aggredite perché passeggiano per strada tenendosi per mano. Donne che vengono picchiate, maltrattate, stuprate e uccise soprattutto da uomini-mariti che dicevano di amarle. Viviamo ancora in un Paese dove il colore della pelle o il paese di origine può fare la differenza. Non possiamo più tollerarlo è necessario un cambio di rotta soprattutto per le nostre coscienze e per i nostri figli, che si debbano sentir liberi di vivere la loro vita a modo loro'.

'Dobbiamo riuscire a sopraffare la paura delle destre che sta nel non poter più propagandare le loro idee fondate sul patriarcato e su un unico modello di famiglia, di affetti e di relazioni. La proposta di legge Zan - prosegue Arianna Centini - è un primo, moderato passo che interviene sul Codice Penale e sulla Legge Mancino in quanto venga riconosciuto come reato e punito ogni atto di chi induce o agisce in prima persona con atteggiamenti discriminatori e violenti per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, aggiungendo questa voce mancante nell'elenco di già vigenti divieti di discriminazione , in modo da tutelare le libere soggettività che non si conformano alla norma eterosessuale imposta'.

'La 'violenza' atta nel colpire chiunque si sottragga agli schemi infatti non è attuata solo da singoli individui, ma è fatta di esclusione sociale e di diffusa quanto insopportabile cultura dominante patriarcale nella quotidianità. Per questi motivi - conclude l'esponente del Movimento Civico Tarquinia - giovedì pomeriggio si è cercato di dare la testimonianza per dimostrare ed accogliere le rivendicazioni di cambiamento e liberazione culturale dal pensiero unico patriarcale, perché la diversità non venga assolutamente considerata patologia'.






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